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NORMATIVA

Infrastrutture, in arrivo un nuovo Decreto per rilanciarle

di Rossella Calabrese
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Procedure più snelle per le grandi opere e incentivi alla partecipazione dei capitali privati. Per l’Ance le semplificazioni non bastano

Vedi Aggiornamento del 07/12/2011
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19/09/2011 - È allo studio del Governo un nuovo decreto per rilanciare le infrastrutture, un pacchetto di misure che i Ministeri delle Infrastrutture, dell’Economia e dello Sviluppo Economico stanno mettendo a punto.
 
La bozza provvisoria, consultata dalla redazione di Edilportale, prevede diverse modifiche al Codice Appalti (Dlgs 163/2006) finalizzate a semplificare le procedure per la realizzazione delle grandi opere e ad incentivare la partecipazione dei capitali privati.
 
Ad esempio, viene estesa a tutte le opere la procedura, già vigente per le opere della Legge Obiettivo, che riduce i tempi di approvazione.
 
Le Società potranno dedurre dal reddito di impresa l’equivalente degli aumenti di capitale destinati agli investimenti infrastrutturali.
 
Gli enti locali potranno istituire Società di Partenariato Pubblico Privato per la gestione delle concessioni di servizi di trasporto.
 
Viene posto un tetto massimo del 25% agli incrementi di costo delle infrastrutture, costo determinato dal CIPE nella delibera di approvazione del progetto preliminare.
 
È prevista l’istituzione di un ‘Osservatorio nazionale per il dibattito pubblico’ con il compito di verificare che le comunità interessate da un’infrastruttura vengano correttamente informate durante la fase di ideazione e progettazione dell’opera e di coordinare il dibattito pubblico.
 
Il commento dell’ANCE
“Apprezziamo lo sforzo del Governo che in queste settimane è al lavoro per varare un decreto infrastrutture - ha detto il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, ma le semplificazioni non bastano, servono risorse immediate per far ripartire le opere pubbliche, grandi e piccole, e per mettere in sicurezza il territorio attraverso un programma di piccoli e medi interventi.
 
Serve inoltre - ha proseguito Buzzetti - un piano per lo sviluppo delle nostre città che a livello internazionale stanno perdendo competitività ma che attraverso un sistema di leve e incentivi fiscali potrebbero tornare ad attrarre investimenti privati e rappresentare un buon motore per la crescita”.
 
In questo senso, secondo Buzzetti, “il Decreto Sviluppo (DL 70/2011) ha fatto molto sul piano legislativo per consentire interventi di riqualificazione e ammodernamento delle città, ma senza una regia di questi interventi e senza incentivi mirati il piano non può dare i frutti sperati”.
© Riproduzione riservata

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