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NORMATIVA

Quarto Conto Energia, dubbi del Senato sui ‘piccoli impianti’

di Rossella Calabrese
Commenti 12734

La Commissione Bilancio chiede chiarimenti sugli impianti realizzati su edifici delle Amministrazioni pubbliche

Vedi Aggiornamento del 18/10/2011
Commenti 12734
02/09/2011 - Nell’ambito della conversione in legge (ddl 2887) della Manovra Bis (DL 138/2011), la Commissione Bilancio del Senato ha presentato un ordine del giorno con cui chiede al Governo un chiarimento relativo ai ‘piccoli impianti fotovoltaici’.
 
In particolare, la Commissione ricorda che il quarto Conto Energia per il fotovoltaico (DM 5 maggio 2011), dà la definizione di ‘piccoli impianti’ (impianti fino a 1000 kW realizzati su edifici, impianti fino a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto) e assimila ad essi gli impianti ‘di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche’.
 
Da questa definizione - argomenta la Commissione - “sembrerebbe che gli edifici e le aree debbano essere di proprietà delle Amministrazioni ovvero che possano anche essere nella disponibilità giuridica delle Amministrazioni attraverso altri diritti di proprietà (diritto di superficie) o di godimento (ad esempio, affitto, comodato, ecc.)”.
 
Il problema è sorto a seguito della pubblicazione delle ‘Regole Applicative’ per l’attuazione del quarto Conto Energia, il documento che definisce le modalità di individuazione della tipologia di tariffa incentivante a cui l'impianto fotovoltaico può accedere, le relative modalità di accesso, incluse quelle riguardanti le maggiorazioni e il premio abbinato ad uso efficiente dell’energia eventualmente richiesti.
 
Le Regole Applicative - sottolineano i senatori - hanno sancito che “gli edifici e le aree devono intendersi di proprietà della PA, che direttamente li utilizza per l'installazione di un impianto fotovoltaico o li mette a disposizione di altro soggetto”. 
 
Questa incongruenza, per la Commissione Bilancio, “genera disparità di trattamento fra le Amministrazioni dotate dal punto di vista immobiliare e quelle che invece non hanno immobili nel proprio patrimonio, ed in particolare i Comuni di piccole e medie dimensioni”. La precisazione del GSE - continua la Commissione - lede inoltre i diritti acquisiti delle Amministrazioni che hanno in corso la realizzazione di impianti ma che non sono riusciti ad allacciare gli impianti alla rete ENEL entro il 31 agosto 2011. Infatti dopo tale data gli impianti non potranno più godere della tariffa incentivante, se non dopo aver ottenuto l’iscrizione al Registro di cui all’art. 8 del DM 5 maggio 2011.
 
Per questi motivi, la Commissione chiede al Governo di chiarire l’equiparazione tra la proprietà di edifici e aree delle Amministrazioni pubbliche e gli altri diritti di proprietà o di godimento. Chiede, inoltre, di concedere una proroga a quei Comuni sotto i 5 mila abitanti che non sono riusciti ad allacciare gli impianti alla rete entro il 31 agosto 2011.
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Altri commenti
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Giuseppe

definizione di ‘piccoli impianti’ (impianti fino a 1000 kW realizzati su edifici, impianti fino a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto) e assimila ad essi gli impianti ‘di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche’. REALIZZATI SU AREE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE.Questi non sono grandi impianti quindi non soggetti al registro. con questa dicitura molti comuni e province negano il permesso a quasi tutti, ma ottengono permessi sui loro beni vendendoli ai fondi di investimento magari realizzando anche UTILI " PERSONALI"

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Rat Mataz

Mi risulta che l'iscrizione al registro è solo per i GRANDI impianti (P>1MW sugli edifici e 200kW altri impianti, cioè a terra)


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