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PROFESSIONE

Architetti: ‘il Paese investa nelle professioni’

di Rossella Calabrese

Il Presidente del Cnappc Leopoldo Freyrie commenta i contenuti della Manovra bis

Vedi Aggiornamento del 22/11/2011
08/09/2011 - “Un progetto comune non solo per disegnare insieme la riforma della professione, ma per proporre al Paese progetti seri e realizzabili per lo sviluppo. In questo momento di crisi, le professioni tutte devono fare sistema con le istituzioni, le università e le imprese per concordare e condividere percorsi e progetti comuni per il rilancio della nostra economia”.
 
Lo ha detto ieri Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori al Congresso Nazionale degli Ingegneri in corso a Bari.
 
“Gli scenari di questi ultimi mesi - ha aggiunto - confermano come la politica abbia ormai esaurito la propria capacità di proporre idee, progetti e percorsi. Tocca alle professioni il compito di elaborare proposte che riguardino il futuro del Paese e che non siano autorefenziali, altrimenti avrebbero ragione quelli che, bollandoci come nicchie monopolistiche, vorrebbero cancellarci. È il Paese nel suo complesso che deve sentire il bisogno di investire nei saperi e quindi nelle professioni”.
 
Il Cnappc sostanzialmente ribadisce quanto espresso alcune settimane fa, in occasione delle presentazione al Governo di una serie di proposte formulate dalle parti sociali, per contrastare la crisi. In quella occasione gli architetti ponevano l’accento sul proprio ruolo nella valorizzazione del made in Italy - attraverso la penetrazione nei mercati esteri - grazie alla realizzazione di reti tra imprese e professionisti delle quali gli architetti italiani, con la loro creatività, sono tra i principali artefici (leggi tutto).
 
“Per quanto riguarda la riforma delle professioni - ha aggiunto Freyrie a Bari - gli architetti italiani sono pronti a fare la loro parte, consapevoli che il riordino e la razionalizzazione del sistema ordinistico possano concorrere all’urgente e necessario rilancio dello sviluppo del Paese per competere in Europa e nel mondo globalizzato”.
 
“Altro obiettivo, attraverso la riforma, quello di valorizzare le professioni anche rispetto a tutte le altre attività economiche, recuperandone la peculiarità nell’autonomia e nell’indipendenza di giudizio, ma sempre nella salvaguardia del cittadino e della collettività”.
 
Ricordiamo che pochi giorni fa il Cnappc aveva difeso il riferimento alle tariffe minime per la determinazione del compenso del professionista, contenuto nella Manovra, dalle critiche dell’Antitrust che lo aveva definito “contrario alla liberalizzazione del mercato dei servizi professionali” (leggi tutto).
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AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.......Lo sviluppo del paese si potrà solo avere con un vero libero mercato, Negli USA dove si può dire senza ombra di dubbio che esiste un vero libero mercato, si può fare Architettura, grandi progetti e nonostante non esistano minimi tariffari gli studi americani hanno le parcelle più alte. Invece noi abbiamo gli ordini professionali, i minimi tariffari che vanno e vengono, le soprintendenze, ogni tipo di ente pubblico che legifera in materia edilizia e tutto questo per cosa???? Per avere la più bassa qualità edilizia in Europa, l'impossibilità di realizzare o proporre qualsiasi tipo di Architettura con il rischio che venga bocciata in commissione tecnica. Siamo i peggiori dell'Europa perchè anche in Portogallo che è il primo dei PIGS, si fanno bellissime architetture sia nel pubblico che nel privato, noi invece siamo solo una gigantesca lottizzazione di villette tutte uguali progettate nell'80 % dei casi da Ingegneri civili ( se va bene.....) o peggio ancora da diplomati.......