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RISPARMIO ENERGETICO

Detrazione 55%, Aniem chiede di renderla più selettiva

di Rossella Calabrese
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Incentivare gli edifici di pregio e non l’edilizia comune post bellica, per favorire la riqualificazione urbana

Vedi Aggiornamento del 25/11/2011
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28/09/2011 - Mantenere a quota 55% la detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici ma destinarla agli edifici di pregio, nei centri storici, o a quelli di 20-30 anni, tagliando fuori l’edilizia post bellica senza pregio.
 
È questa la posizione dell’Aniem, l’Associazione che rappresenta circa 8.000 pmi edili su tutto il territorio nazionale.
 
Secondo l’Associazione, il bonus fiscale sulla riqualificazione energetica - che ha dato una spinta al gettito fiscale e ha permesso di realizzare un gran numero di interventi - ha generato l’illusione di un sostegno all’edilizia: gli “interventi messi in campo, infatti - si legge nel comunicato -, poco hanno a che fare con l’edilizia in senso generale, ma molto con gli impianti o gli infissi non generando un vero sostegno di sistema, ma solo di alcuni settori”.
 
L’Associazione crede che questa illusione sia oltretutto deleteria se si cerca di dare uno sbocco possibile ad una crisi sistemica dell’edilizia attraverso visioni rivolte al futuro.
 
Secondo il Vicepresidente Lapo Borghi, “se il futuro sta nella rigenerazione degli asfittici sistemi urbani, riducendo il consumo del territorio e spingendo la riqualificazione attraverso la demolizione e ricostruzione, che senso ha incentivare l’investimento in risparmio energetico in edifici che diversamente dovrebbero essere demoliti e che non garantiscono sicurezza dal punto di vista strutturale o impiantistico?”
 
Forse è giunta l’ora - secondo l’Associazione - di rendere selettivi gli incentivi, e non ridurne l’entità, come previsto dalla Manovra Bis, di renderli cioè mirati agli edifici di pregio, nei centri storici, o quelli semi recenti (20-30 anni), tagliando fuori l’edilizia post bellica senza pregio, per favorire interventi di riqualificazione urbana come vero volano dell’edilizia del futuro.
 
Ricordiamo che la Manovra bis (DL 138/2011 convertito nella Legge 148/2011) prevede che se il Governo non riuscirà a varare la riforma fiscale entro il 30 settembre 2012, le detrazioni del 36% e del 55% si ridurranno del 5% nel 2012 e del 20% dal 2013 (tagli disposti dalla Legge 111/2011).

Aniem ricorda che “in Italia ci sono 11 milioni di edifici edificati dal dopoguerra al 1971, cioè il 44,6% delle abitazioni italiane. In un contesto simile - secondo Aniem -, pensare di intervenire in modo generalizzato sulla riqualificazione energetica e sulle prestazioni termiche di immobili spesso irrimediabilmente energivori pare insensato: occorre coniugare sostenibilità e redditività degli investimenti con obiettivi sociali ed ambientali realmente perseguibili”.
 
 
Nei giorni scorsi anche l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, si è espressa a favore del mantenimento del bonus fiscale del 55% che, in questi anni - secondo l’Associazione -, insieme alla detrazione del 36%, è stata essenziale per la tenuta del mercato edilizio privato e la lotta all’evasione (leggi tutto). Stessa richiesta era arrivata da Confindustria e R.Ete Imprese Italia (leggi tutto).

Segnali positivi per la proroga della detrazione sono arrivati nelle scorse settimane dal Governo: il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia, ha annunciato che l’Esecutivo intende dare più stabilità alla detrazione del 55% (leggi tutto).
 
Poco prima la Camera aveva approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo a stabilizzare la detrazione fiscale del 55% e ad estenderla agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente (leggi tutto).
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