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RISPARMIO ENERGETICO

Direttiva sull’efficienza energetica: i dubbi del Senato

di Rossella Calabrese
Commenti 5021

Difficile migliorare le prestazioni energetiche degli edifici storici vincolati

Vedi Aggiornamento del 13/04/2012
Commenti 5021
26/09/2011 - È iniziato anche al Senato l’esame della proposta di direttiva sull’efficienza energetica abrogativa delle direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.
 
Si tratta - ricordiamo - della direttiva presentata nel giugno scorso dalla Commissione Europea, che propone una serie di incentivi a favore di privati e imprese per raggiungere gli obiettivi del 20-20-20 (leggi tutto).

La Commissione Territorio e ambiente si è soffermata sulle disposizioni di sua competenza:
 
- l’articolo 4, paragrafo 1, prevede che gli Stati membri garantiscano che, dal 1° gennaio 2014, il 3% della superficie totale degli immobili di proprietà di enti pubblici sia ristrutturato, ogni anno, al fine di rispettare i requisiti minimi di efficienza energetica stabiliti dallo Stato membro interessato, in applicazione dell’articolo 4 della Direttiva 2010/31/UE (la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia e sugli edifici a energia quasi zero);
 
- l’articolo 5 stabilisce che gli Stati membri garantiscono che gli enti pubblici acquistano esclusivamente prodotti, servizi ed immobili ad alta efficienza energetica;
 
- l’articolo 10 richiede agli Stati membri di adottare Piani Nazionali per valorizzare le potenzialità dei sistemi di generazione energetica ad alto rendimento, come il teleriscaldamento e il teleraffreddamento, e per garantire che le norme di pianificazione territoriale siano conformi a tali piani nazionali.
 
Nel corso della discussione, il Senatore Franco Orsi (PdL) ha sollevato il dubbio che la proposta di direttiva possa essere applicata agevolmente in Italia, a causa dei vincoli architettonici sugli edifici pubblici con più di 50 anni, che limitano gli interventi per l’efficienza energetica, soprattutto quando tali interventi incidono sulla struttura esterna degli edifici.
 
Secondo la senatrice Daniela Mazzuconi (PD), è necessaria un’approfondita riflessione sull’articolo 4 (che impone di garantire che il 3% della superficie totale degli immobili di enti pubblici sia annualmente ristrutturato per rispettare i requisiti minimi di prestazione energetica) e sull’articolo 5 (che impone di garantire che gli enti pubblici acquistino esclusivamente prodotti, servizi ed immobili ad alta efficienza energetica).
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Altri commenti
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Giuseppe Pernigotti

La sensazione è che si preferisca lasciare tutto come è continuando a consumare energia nascondendosi dietro falsi problemi. Certo gli edifici strorici presentano delle difficoltà in più ma bisogna intervenire anche su questi. E alle svelte. In particolare agendo sul lato generatore e sulla regolazione e controllo. Inoltre poiché spesso i locali pubblici hanno bisogno di grandi ricambi d'aria per gli indici di affollamento elevati, credo che un'altro punto su cui intervenire con priorità sia la Ventilazione con recuperatori. Lascerei per ultimo gli interventi sull'involucro.


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