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LAVORI PUBBLICI

Appalti, come sottrarre dai ribassi il costo del lavoro

di Paola Mammarella

La proposta del Cnappc durante l’audizione all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici

Vedi Aggiornamento del 03/07/2012
03/10/2011 – Sottrarre il costo del lavoro dai ribassi negli appalti. È la proposta che il Cnappc, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ha avanzato nell’audizione di giovedì scorso, indetta dall’Autorità di Vigilanza per l’adozione dei bandi tipo.
 
Il vicepresidente e responsabile del Dipartimento lavori pubblici, Rino La Mendola, ha illustrato il documento congiunto, sottoscritto da ingegneri, geologi e geometri, che suggerisce un metodo semplice e immediato per la stima del costo del personale.
 
Il costo del lavoro è calcolato in funzione del numero di professionisti o collaboratori da coinvolgere nella prestazione professionale, del tempo assegnato nel bando e dei salari medi, sulla base dei contratti collettivi nazionali di lavoro.
 
Questa variabile di costo può quindi essere identificata con precisione ed essere esclusa dalla contrattazione economica.
 
Durante l’audizione, La Mendola ha espresso anche la disponibilità dei Consigli Nazionali delle professioni tecniche ad avviare un monitoraggio degli elementi fondamentali per il calcolo del costo del personale.
 
Ricordiamo che è stato il Decreto Sviluppo ad attribuire un ruolo centrale al costo del lavoro, così come alle cause di esclusione dagli appalti, che devono essere motivate dalle disposizioni contenute nel Codice Appalti o nel regolamento attuativo. Sono infatti nulle tutte le clausole ulteriori inserite dalle Stazioni Appaltanti.
 
L’esigenza di operare in un panorama normativo certo, ha fatto quindi nascere l’idea dei bandi tipo, con indicazioni precise su tassatività delle clausole di esclusione e peso che il costo del lavoronella valutazione delle offerte.

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