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NORMATIVA

Casa Qualità, Ance chiede un sistema di certificazione unico

di Paola Mammarella
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Metodo per l’accreditamento dei certificatori abilitati e incentivi definiti a livello nazionale per combattere la crisi

Vedi Aggiornamento del 31/05/2012
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07/10/2011 – Creare un sistema di valutazione unico per la valutazione e certificazione della qualità nell’edilizia residenziale. È la proposta lanciata da Ance durante l’audizione in Senato sul “Sistema Casa Qualità”.
 
Dato che la qualità in edilizia deve coinvolgere tutti gli attori, come progettisti, costruttori, produttori di materiali e utilizzatori finali, secondo l’Associazione degli edili si dovrebbe evitare il rischio di far discostare le norme regionali da quelle nazionali.
 
Sarebbe quindi necessario definire un sistema di accreditamento dei certificatori abilitati, ma anche chiarire la portata degli incentivi per quanti intendono aderire al sistema Casa Qualità che, ricorda l’Ance, è volontario e non obbligatorio. Allo stesso tempo, i Comuni non dovrebbero usare il sistema come barriera all’edificabilità delle aree.
 
Nella legge, suggerisce l’Ance, dovrebbe anche essere previsto un termine entro il quale consentire alle Regioni l’aggiornamento legislativo. Dopo la sua scadenza dovrebbe prevalere la norma nazionale.
 
Secondo l’Associazione dei costruttori edili, è la sostenibilità l’unica via possibile per sfidare la crisi. Efficienza energetica, sicurezza del lavoro, riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti diventano imprescindibili per la competitività e la qualità della vita.
 
In particolare, ricorda l’Ance, la sostenibilità si articola in tre rami d’azione. La sostenibilità ambientale attiene all’uso adeguato delle risorse, al risparmio energetico, all’uso delle fonti rinnovabili- La sostenibilità economica si riferisce all’accessibilità del bene edilizio. La sostenibilità sociale coinvolge aspetti come la sicurezza sul lavoro e la durabilità del bene costruito.
 
Durante l’audizione, l’Ance ha anche sottolineato l’intensa attività normativa in materia sia a livello internazionale, che ha portato all’elaborazione delle norme ISO 21930, sia a livello europeo, col comitato tecnico Cen TC 350.
 
Data la partecipazione dell’Italia a queste iniziative, a detta dei costruttori edili diventa quindi indispensabile evitare la formazione di un quadro giuridico frastagliato.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Danilo

Ma perchè i costruttori vogliono una legge che li obblighi a costruire in qualità? Non possono costruire di propria iniziativa in qualità come succede in tutti i paesi europei? Le normative esistono già (protocollo ITACA). Non è che dietro questo sfrenato desiderio di leggi si nasconda la voglio di imbrigliare il libero mercato a corporativa convenienza?


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