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Concorso per 120 ingegneri e geologi al MIMS, pubblicato il bando
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NORMATIVA

Le Imprese chiedono di liberalizzare i servizi professionali

di Rossella Calabrese

Nel ‘Progetto delle imprese per l’Italia’ proposta anche la cancellazione delle tariffe minime e la riforma degli Ordini

Vedi Aggiornamento del 29/11/2011
Commenti 9543
03/10/2011 - Spesa pubblica e riforma delle pensioni; Riforma fiscale; Cessioni del patrimonio pubblico; Liberalizzazioni e semplificazioni, Infrastrutture ed energia.
 
Sono questi i cinque punti del “Progetto delle imprese per l’Italia”, il documento messo a punto dalle associazioni dei datori di lavoro (Confindustria, Abi, rete imprese, cooperative, Ania) e presentato venerdì dalla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Una proposta rivolta a Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, cittadini, per imboccare la strada delle riforme e della crescita.
 
“Da troppo tempo l’Italia non cresce - ha detto Marcegaglia. Da troppo tempo le nostre imprese perdono competitività e i giovani italiani vedono ridursi opportunità e speranze”. “Oggi il tempo si è fatto brevissimo – ha affermato la Presidente di Confindustria. Ciò impone scelte immediate e coraggiose”.
 
Il capitolo Liberalizzazioni e semplificazioni chiede di procedere ad una energica liberalizzazione delle attività economiche. “È urgente - si legge - liberalizzare i servizi professionali. Alcuni dei principi affermati nella manovra di agosto sono condivisibili. Gli effetti però sono incerti e rinviati nel tempo. Vanno introdotte misure di applicazione immediata, alle quali affiancare una riforma strutturale e più incisiva che introduca effettivi elementi di concorrenza e qualità nell’offerta dei servizi professionali”.
 
E indica le cose da fare subito:
- vietare la fissazione di tariffe (fisse o minime) e prevedere l’obbligo di presentare un preventivo scritto al cliente;
- sottrarre i controlli sulla pubblicità agli Ordini e affermare la competenza esclusiva dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato;
- prevedere espressamente la possibilità di costituire società di capitali, anche con soci di mero investimento, ferma restando la personalità della prestazione intellettuale;
- attribuire al Governo una delega legislativa a riformare gli ordini professionali per:
. ridurne il numero e rafforzarne i compiti di garanzia di qualità dell’offerta, evitando qualsiasi influenza sui comportamenti economici degli iscritti;
. consentire limiti al numero di persone titolate a esercitare una professione solo per motivi di ordine pubblico, pubblica incolumità, sanità pubblica, pubblica sicurezza;
. ridurre le riserve legali di attività, limitandole ai soli casi in cui siano strettamente necessarie per la tutela di interessi costituzionalmente garantiti.
 
 
Plaude alla proposta delle imprese il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. “Accogliamo con soddisfazione il ‘Progetto delle Imprese per l’Italia’ ha detto Leopoldo Freyrie, presidente del Cnappc. “Il Manifesto, infatti, condivide l’idea che il sistema delle professioni intellettuali sia fondamentale per lo sviluppo del Paese e debba essere promosso e tutelato nella sua specificità, dimostrando come il sistema produttivo ed economico italiano, con un cambiamento di rotta, abbia rinunciato alle posizioni ideologiche ed aprioristiche manifestate nei  mesi scorsi”.
 
“Al di là della non condivisione di alcuni singoli elementi di riforma che sono enunciati nel documento - continua il comunicato del Cnappc - apprezziamo nel suo complesso il ragionamento che sottende l’impianto generale del testo e siamo, sin da subito, disponibili ad un confronto franco e costruttivo che conduca all'unico risultato utile per l’Italia: fare sistema, condividere progetti ed assumerci la responsabilità per uno sviluppo sostenibile. Solo così - conclude il presidente degli architetti italiani - potremo indurre la classe politica a recuperare il senso della realtà ed a valorizzare il patrimonio di idee, competenze e di investimenti che ha fatto dell'Italia un grande Paese e che ora può riscattarlo dalla difficile situazione nella quale si trova”.

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Altri commenti
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Ing.

Quanto è il contributo che il Complesso Marcegaglia prende dai cittadini( Lei dirà dallo Stato!)??????un poco anche a noi liberi professionisti ormai ridotti peggio dei giovani pensionati che poi fanno i cosiddetti lavorettiiiiiiiiiii

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Matteo Architetto

Le liberalizzazioni, se non sbaglio, sono già state introdotte con il decreto Bersani. Quindi non capisco che "minimi o fissi" debbano essere vietati?? La limitazione all'accesso agli ordini mi sembra solo un tentativo di controllo degli stessi dall'esterno, mentre la proposta di accesso alle società miste per gli speculatori non è altro che una malcelata brama di mettere le mani sull'esiguo bacino economico che ricade sotto l'influenza dei professionisti. Vadano a spiegare queste illuminate idee ai neolaureati che lavorano gratis o con un "rimborso spese" ridicolo. Chi credono che comprerà i beni che continuano a produrre questi idioti, se non pongono il consumatore nelle condizioni di farlo....

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Antonio

ma andatea quel paese