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NORMATIVA

Sviluppo, più veloce il permesso di costruire con silenzio assenso

di Paola Mammarella
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Proposti contributi differenziati per ristrutturazioni e nuove costruzioni, nella bozza anche assicurazione degli edifici contro le calamità

Vedi Aggiornamento del 28/08/2015
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20/10/2011 – Permesso di costruire con silenzio assenso più veloce e recupero del patrimonio edilizio esistente. Si delineano con una partenza stentata i contenuti del nuovo decreto sviluppo, che non vedono d’accordo la maggioranza su misure e risorse disponibili.
 
Se da una parte, nella bozza iniziale, sembra non aver trovato posto il condono edilizio, dall’altra il Presidente del Consiglio, come si apprende da fonti di stampa, non considera convincente il testo e non esclude nuove iniziative per reperire i fondi necessari alle riforme sollecitate.
 
Tra le misure a sostegno dell’edilizia, contenute in uno degli schemi di decreto legge in circolazione, torna attuale il rilascio del permesso di costruire con silenzio assenso. Già presente nel decreto sviluppo di luglio, che aveva modificato il Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia, la nuova disposizione introduce termini più ristretti.
 
Secondo la formula rinnovata, il permesso di costruire si intende formato per silenzio assenso se, in assenza di un motivato diniego da parte del dirigente o del responsabile dell’ufficio, siano decorsi inutilmente 90 giorni, che aumentano a 140 nel caso di Comuni con più di 100 mila abitanti o di progetti particolarmente complessi.
 
Si tratta di un parziale snellimento rispetto al primo decreto sviluppo, che in presenza di progetti complessi e Comuni maggiormente popolati prevedeva invece il raddoppio dei termini, portando a 180 giorni il lasso di tempo necessario per ottenere il permesso di costruire con silenzio assenso.
 
Per favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, inoltre, il nuovo decreto stabilisce che gli enti locali si conformino al criterio in base al quale i contributi commisurati a oneri di urbanizzazione e costo di produzione devono essere adeguatamente differenziati a seconda che si riferiscano alla ristrutturazione e al recupero degli edifici esistenti o alla realizzazione di nuove costruzioni.

La bozza di decreto esaminata contiene anche l'assicurazione obbligatoria per i danni derivanti da incendio o calamità naturali, che dovrebbe essere stipulata a favore degli edifici abitativi per garantire riparazioni tempestive. La copertura riguarda terremoti, maremoti, frane, alluvioni e inondazioni, commisurando i premi al livello di rischio delle diverse aree geografiche. Non è prevista l'applicazione della misura agli edifici abusivi o che non abbiano ancora ottenuto la sanatoria.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Fabrizio

A parte il fatto che tutti i giornali sono usciti con questa notizia come se fosse una novità il silenzio, assenso, mentre risultava già in vigore da alcuni mesi la modifica, inoltre penso che il problema sia l'ottenimento di parere particolare che allungano i tempi e ovviamente non risulta applicabile il silenzio assenso tipo sovraintendenza, anas, ferrovie, demanio ecc, sarebbe necessario stabilire che i tempi non siano superiori ai 30 giorni per predisporre il parere


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