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RISPARMIO ENERGETICO

‘Ecosistema Urbano’: prime Venezia, Bolzano e Belluno

di Rossella Calabrese

Legambiente: ‘manca l’innovazione nelle politiche ambientali, energetiche e urbane’

Vedi Aggiornamento del 30/10/2013
19/10/2011 - È stata presentata nei giorni scorsi a Genova la XVIII edizione del Rapporto “Ecosistema Urbano” realizzato da Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore.
 
Tanti gli indicatori presi in considerazione: aria, acque, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio e verde urbano, energia, politiche ambientali pubbliche e private. Per la prima volta la ricerca pone l’accento sulla sicurezza, intesa come rischio per la salute legato alla cattiva qualità dell’aria e al traffico, alle abitazioni costruite male o nel posto sbagliato, alla presenza di fabbriche inquinanti.
 
Quest’anno non c’è un’unica graduatoria perché, per la prima volta, la fotografia scattata da Legambiente raggruppa i 104 comuni capoluogo in tre categorie: 15 grandi città sopra i 200.000 abitanti, 44 medie città tra 200.000 e 80.000 abitanti e 45 piccole città sotto gli 80.000 abitanti.
 
Per le grandi città al primo posto c’è Venezia, per le medie città conquista la vetta Bolzano, mentre la regina dei piccoli centri è Belluno. L’ultimo posti di tutte e tre le categorie è occupato da città siciliane: Palermo è ultima tra le grandi città, Siracusa tra le città medie e Caltanissetta tra i centri più piccoli. 
 
“Al di là della posizione in classifica - ha dichiarato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - se si va a guardare il punteggio di ogni città, salta agli occhi che non ci sono sostanziali variazioni rispetto al 2009, e se ci sono, nella maggioranza dei casi, sono in negativo. E questo vale per Varese come per Reggio Calabria. Le città sono praticamente ferme e questo perché le amministrazioni locali hanno paura di cambiare passo e di imboccare con determinazione la strada del cambiamento ma soprattutto perché manca la politica, a livello nazionale.
 
E la mancanza di politiche innovative - si legge nel Rapporto - si registra anche “nel governo della mobilità, dove non solo le pedonalizzazioni, ma persino le corsie preferenziali per i mezzi pubblici, che sono a co­sto zero, sono bloccate, o ancora nelle politiche per abbattere le emissioni di CO2 e sviluppare la riqualificazione energetica in edilizia, nonostante i regolamenti edilizi siano spesso strumenti ben fatti. Qui, in particolare, se qualcosa si è fatto è stato grazie ai singoli cittadini che con il 55% hanno investito nella propria abitazione, mentre, al contrario di quello che sta succedendo in Europa, non vediamo ecoquartieri, ma neanche edifici a zero emissioni, se non in pochi casi isolati, spesso più diffusi nei piccoli comuni che nelle città medio grandi.
 
Manca una capacità politica di pensare, di immaginare, prima ancora di realizzare, un altro modo di muoversi in città, di consumare, di usare l’energia, un’idea diversa del modo di essere comunità urbana. Il modello è sempre quello della dispersione energetica, del trasporto privato, dello spreco di acqua. E poi si interviene con misure tampone, iniziative spot, incapaci di rispon­dere alle direttive europee”.
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