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AMBIENTE

Alluvioni al Sud, Clini: ‘‘prevenzione e difesa del territorio’’

di Rossella Calabrese

Dal Ministro l’idea di bonus fiscali per incentivare gli investimenti di privati

Vedi Aggiornamento del 09/10/2013
24/11/2011 - “Abbiamo bisogno di aggiornare al più presto la mappa di tollerabilità del territorio, concentrare risorse per fare prevenzione, intervenire sui fattori che nel suolo possono causare disastri”.
 
Lo ha detto il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, intervistato da Sky Tg24 a proposito dell’ondata di maltempo che si è abbattuta sul Sud Italia ed ha causato la morte di quattro persone in provincia di Messina.
 
Per Clini, è opportuno “intervenire anche sui corsi d’acqua e iniziare a considerare la possibilità che zone esposte vengano svuotate da attività produttive e residenze: il prezzo che si paga traccheggiando è molto alto, dobbiamo quindi anche pensare che alcune attività consolidate debbano essere spostate da alcuni siti”. “È urgente - ha aggiunto il Ministro - che l’Italia prenda atto che siamo in una situazione climatica nuova, dobbiamo sapere che gran parte del nostro territorio è vulnerabile e ha bisogno di un lavoro di manutenzione e gestione. Altrimenti, rincorreremo solo le emergenze con gravi perdite di vite umane e danni economici".
 
La posizione del Governo è già stata esposta dal Ministro Clini nel corso dell’audizione in Commissione Ambiente del Senato, poche ore prima dell’ennesima disastrosa alluvione: Clini ha definito prioritaria la riorganizzazione delle risorse e delle competenze esistenti per la difesa del territorio dai rischi idrogeologici, anche in considerazione del fatto che la prevenzione di tale rischio è uno strumento di crescita e di rilancio delle potenzialità economiche del Paese. La difesa del suolo - ha detto il Ministro - si lega infatti alla valorizzazione economica e turistica del patrimonio culturale e paesaggistico. In tale contesto, assume un ruolo fondamentale la gestione integrata delle risorse idriche con riferimento a fiumi e torrenti spesso responsabili di gravi disastri.
 
Per Clini, occorre calibrare la gestione del territorio in funzione delle mutate condizioni climatiche e ridisegnare l’uso del territorio stesso nelle zone più deboli sotto il profilo idrogeologico, operando una maggiore integrazione delle competenze regionali e locali. Inoltre, il Ministro ritiene necessario integrare le risorse finanziarie attualmente disponibili sulla base di una programmazione effettuata con progetti specifici mirati alla difesa del territorio, combinando le risorse pubbliche con gli investimenti dei privati ed i fondi comunitari, e incentivare l’intervento di soggetti privati prevedendo agevolazioni per l’IVA relativa alle spese.
 
Parole accolte con favore da Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, che, intervenendo su quanto è accaduto in queste ultime ore in Sicilia ed in Calabria, ha detto: “ormai siamo in guerra contro il dissesto idrogeologico e continuiamo a non fare assolutamente nulla. È una lotta impari. Per fronteggiare e vincere questa guerra dobbiamo assolutamente puntare sulla prevenzione e dobbiamo farlo presto”.
 
“Dopo anni di totale assenza - ha detto ancora Graziano - mi auguro che il nuovo Governo dia priorità alla difesa del suolo. Abbiamo ascoltato le prime dichiarazioni del nuovo Ministro che ha preannunciato un tavolo per dare priorità alla difesa del suolo e speriamo che questo venga veramente messo in atto. Ci auguriamo - ha concluso - che questo Governo affronti il dissesto idrogeologico ed anche con tempestività. Si salverebbero vite umane, si difenderebbe il territorio e si creerebbero condizioni per uno sviluppo economico”. Domani a Firenze, a Palazzo Vecchio alle 10.00, i geologi di tutta Italia sottoscriveranno un appello al nuovo Governo che sarà consegnato alla stampa.

“Ci confortano le parole del presidente Napolitano e quelle del Ministro Clini sul fatto che la prevenzione e la manutenzione del territorio devono diventare priorità per evitare disastri come quelli che si stanno verificando in queste ore a Messina e dopo le recenti tragedie che hanno colpito la Liguria e prima ancora la città di Barletta”. Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
“Abbiamo proposto al nuovo Governo - continua il Consiglio  Nazionale - di sostenere e di promuovere, il progetto di rigenerazione sostenibile delle città e dei territori, intervento che ha come fine proprio quello di tutelare la sicurezza dei cittadini. E’ indispensabile realizzare un programma di interventi rigenerativi ed attivare, per realizzarli, strumenti normativi che anticipino la necessaria riforma della normativa sul governo del territorio e del regime dei suoli”. “Considerando, poi, lo stato di degrado del patrimonio edilizio in cui si trovano le nostre città - concludono gli architetti italiani - per la tutela della sicurezza dell'abitare sarebbe necessario istituire il  ‘libretto immobiliare’ che certifichi lo stato delle unità abitative, così da rendere consapevoli i cittadini dello stato dei luoghi dove abitano in relazione, appunto, alla sicurezza, alle condizioni ambientali e al risparmio energetico”.

Anche l’ANCE accoglie “con soddisfazione le dichiarazioni del Ministro Clini”. Il presidente Paolo Buzzetti ricorda che da tempo l’Ance insiste perché venga attuato un piano di piccole e medie opere per la messa in sicurezza del territorio e per la prevenzione del rischio idrogeologico. “Ricordiamo che da tempo, insieme alle amministrazioni locali, abbiamo raccolto un lungo elenco di opere di manutenzione e di risistemazione del territorio, che sono immediatamente cantierabili ma che finora sono rimaste senza fondi”, sottolinea Buzzetti che aggiunge: “Ci auguriamo che il Governo Monti voglia mettere al centro della sua azione la prima grande infrastrutturazione del Paese che è proprio la manutenzione”. Nel 2009 era stato stanziato dal Cipe 1 miliardo per il rischio idrogeologico e 1 miliardo per le scuole. “Ricominciamo da lì” chiede Buzzetti.

Federico Oliva, presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), intervenendo alla trasmissione radiofonica ‘Radio anch’io’ ha denunciato le responsabilità della politica nazionale, in particolare la totale assenza di un intervento legislativo che faciliterebbe la messa in sicurezza del territorio. “Sono dieci anni che in Parlamento è ferma la proposta di legge sui principi del governo del territorio - ha detto Oliva. Evidentemente non si tratta di una priorità, le priorità sono solo le emergenze”. Gli strumenti, ha spiegato Oliva, ci sono anche adesso però “i piani urbanistici sono spesso accomodati dalla politica”.


Foto tratta da Youreporter.it
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