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B+D+M vince il concorso per la riqualificazione dell’Ospedale Vecchio di Montebelluna

di Rossella Calabrese

Al team padovano va un premio pari a 60mila euro

Commenti 5206
23/11/2011 -  Dopo oltre tre anni d’attesa, il concorso di progettazione per la riqualificazione dell’Ospedale Vecchio di Montebelluna (Tv) ha il suo vincitore: si tratta di B+D+M architetti associati. Il giovane team padovano, fondato da Alex Braggion, Gianpaolo Di Benedetto e Paolo Meneghetti, insieme a Lamberto Borsoi, è destinatario di un premio corrispondente a 60mila euro. Secondo e terzo posto sono invece stati assegnati a Prisma Ingegneria e Net Engeneering.
 
“La volontà di creare un'unica sede dove accentrare i servizi sanitari e socio - sanitari territoriali, ora localizzati in più sedi nel territorio di Montebelluna e, contestualmente, di dare attuazione al programma di ristrutturazione e ampliamento della sede della Casa di Riposo, si inquadra negli obiettivi più generali dell’Azienda ULSS 8 di Asolo e del Comune di Montebelluna, in base all’Accordo di Programma, per l’integrazione delle attività sanitarie e sociali svolte nel territorio.
 
La soluzione progettuale, proposta per la Riqualificazione dell’area dell’Ospedale Vecchio di Montebelluna si basa su alcuni aspetti storici e fondativi del territorio antropizzato dell’area montelliana. La progettazione è stata indirizzata, nel suo complesso e nella sua articolazione globale, alla realizzazione di due edifici posti ortogonalmente rispetto alla storica Villa Carretta –ex sede dell’Ospedale Vecchio - la cui forte valenza culturale, assieme alla attigua Villa Mora, ha generato una impostazione planimetrica dei nuovi manufatti rispettosa del contesto generale paesaggistico su cui insistono e la relativa tutela ambientale.
 
Il contesto su cui insiste l’area progetto ha come riferimento tutto il sistema delle Ville Venete che da Vicenza a Treviso costellano il panorama storico-artistico del Veneto, in particolare tutte quelle ville che da Palladio in poi sono formate da un corpo di fabbrica centrale e da “ali” laterali che si sviluppano in barchesse perpendicolari a queste ultime. Basti pensare alle ville del Palladio quali Villa Zeno di Cessalto, Villa Angarano a Bassano e Villa Saraceno ad Agugliaro. Ma a queste se ne possono aggiungere di minori come Villa Carretta il cui tracciato regolatore e la chiara struttura geometrica appariranno una volta che la villa sarà “liberata” da tutte le superfetazioni”, si legge nella relazione di progetto.
 
“L’idea progettuale è quella di una Cittadella della Salute “verde, aperta e trasparente” costituita da una piazza e basamento dove sono contenute le funzioni pubbliche, di servizio e di supporto alle funzioni principali del Distretto e della Casa di Riposo, dal quale si “staccano” due volumi a due livelli per la degenza, i servizi diurni, la direzione sanitaria/amministrativa, il dipartimento di prevenzione e tutti i servizi principali, tale da risultare un’opera significativa per la comunità oltre che coerente e funzionale per l’utilizzo a cui l’opera è destinata. Lungo l’asse principale della composizione in direzione est-ovest, a cui fa da sfondo il prospetto “liberato” di Villa Carretta, si sviluppa la piazza pubblica, vero e proprio “cuore pulsante” dell’intero sistema architettonico, sistema di relazione longitudinale, di convergenza funzionale e distributiva”, spiegano da B+D+M architetti associati.
 

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Altri commenti
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renato trasi

oops.... quello che innervosice del progetto non è il progetto ma la relazione che ne accompagna le immagini. Proviamo a rapportare il terzo ed il quarto capoverso alle immagini (in particolare la 7, di una banalità disarmante): "aspetti storici e fondativi del territorio antropizzato dell’area montelliana", "impostazione planimetrica dei nuovi manufatti rispettosa del contesto generale paesaggistico su cui insistono e la relativa tutela ambientale.", "in particolare tutte quelle ville che da Palladio in poi sono formate da un corpo di fabbrica centrale e da “ali” laterali che si sviluppano in barchesse perpendicolari a queste ultime"....... ma per carità

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renatp trasi

quello che innervosice del progetto non è il progeto ma la realizione che ne accompagna le immagini. Proviamo a rapportare il terzo ed il quarto capoverso alle immagini (in particolare la 7, di una banalità disarmante): "aspetti storici e fondativi del territorio antropizzato dell’area montelliana", "impostazione planimetrica dei nuovi manufatti rispettosa del contesto generale paesaggistico su cui insistono e la relativa tutela ambientale.", "in particolare tutte quelle ville che da Palladio in poi sono formate da un corpo di fabbrica centrale e da “ali” laterali che si sviluppano in barchesse perpendicolari a queste ultime"....... ma per carità