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Viaggio nel quartier generale di Facebook dello Studio O+A
CASE & INTERNI

Viaggio nel quartier generale di Facebook dello Studio O+A

di Cecilia Di Marzo

Il social network utilizzato per tutte le fasi di progettazione e realizzazione

10/11/2011 - I dipendenti di Facebook si sono trasferiti dal 2009 in una nuova sede che facilita l'interazione e la connessione tra loro e che riflette la mission dell'azienda come social networking website provider. Questi spazi, ospitati all'interno di un vecchio edificio industriale riconvertito, si sviluppano su 150.000 mq a Palo Alto, nello Stanford Research Park, e riuniscono più di 700 dipendenti originariamente sparsi in 10 sedi nella downtown della città. 

Lo Studio O + A, di Primo Orpilla e Verda Alexander, autore del progetto, ha intervistato i dipendenti su ciò che si aspettavano dalla loro nuova sede. La piattaforma di Facebook è stata utilizzata per condurre a livello aziendale sondaggi sulle decisioni da prendere in fase di progettazione, sono state postate le foto di cantiere e gli aggiornamenti, e tutti sono stati sempre informati sullo stato di avanzamento del progetto. Un comitato consultivo di dipendenti da ogni reparto ha collaborato con il team di progettazione al processo di progettazione, dalla pianificazione dello spazio alle finiture.
 
Il design trae ispirazione dalla natura patchwork degli utenti di Facebook e dei suoi dipendenti, riunendo elementi apparentemente disparati per formare un modello coeso e usando il colore e la spaziosità degli interni per creare “zone” all'interno dell'ambiente open space.
 
I dirigenti della società hanno l'ufficio in una zona centrale, accessibile a tutti i dipendenti. Ampi saloni e spazi aperti danno modo a tutti di riunirsi. Una cucina e bar continuano la tradizione di Facebook di fornire pasti al personale a tutte le ore, mentre le bevande e snack sono disponibili nelle micro-cucine sparse in tutta la sede.
 
L'obiettivo del progetto del nuovo HQ è stato quello di conservare inalterata la struttura originaria, senza alterarne la storia e l'estetica ‘industriale’, dando spazio al divertimento dello staff fatto per la maggior parte da giovani. Molte pareti e alcuni spazi sono rimasti volutamente incompiuti: i dipendenti sono incoraggiati a scrivere sui muri, aggiungere grafiche e spostare mobili, se necessario, permettendo così all’edificio di evolversi continuamente.
Un campo da basket all’esterno e un tavolo da ping-pong interno offrono opportunità di svago. E non è raro vedere sfrecciare sui pavimenti in cemento i dipendenti sullo skateboard o in bicicletta…
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