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NORMATIVA

Affidamento diretto servizi di progettazione, il quadro del Cnappc

di Paola Mammarella

Misure ancora insufficienti per gli studi professionali medio piccoli, a breve le proposte

Vedi Aggiornamento del 08/05/2013
24/11/2011 – Soglie per l’affidamento dei servizi di progettazione e allentamento dei requisiti per la partecipazione alle gare. Sono le direttrici su cui si svolge l’attività del Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, per l’inclusione nel mercato di piccoli studi professionali e giovani.
                     
Soglie più alte per l’affidamento diretto
Il Cnappc ha salutato con favore l’interpretazione, resa dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, a proposito dell’innalzamento delle soglie per l’affidamento diretto dei servizi di progettazione approvato col Decreto sviluppo.
 
Il decreto ha elevato a 40 mila euro la soglia al di sotto della quale è ammesso l’affidamento diretto di servizi e forniture e oltre cui è previsto l’affidamento con cottimo fiduciario, invitando almeno 5 operatori.
 
Il testo, però, da una parte aveva modificato il Codice Appalti, dall’altra non aveva toccato il Regolamento attuativo, senza espliciti riferimenti ai servizi di ingegneria e architettura, con incertezze e ulteriori rallentamenti nel settore edile, già provato dalla crisi. Molti avevano desunto infatti la volontà del legislatore di lasciare fuori dalle liberalizzazioni i servizi di ingegneria e architettura.
 
Secondo l’Authority, però, la norma di rango primario prevale sul regolamento. L’affidamento diretto entro i 40 mila euro è quindi possibile per i servizi di progettazione.
 
Ulteriori semplificazioni, a breve un documento del Cnappc
Per il Cnappc c’è ancora molto da fare nel settore della progettazione. A detta del Consiglio, oggi la partecipazione alle gare è sbarrata sia per i giovani che per gli studi professionali medio piccoli.
 
Tra i requisiti richiesti per la partecipazione ci sono infatti fatturati minimi, prestazioni analoghe già svolte e numero doppio o triplo di dipendenti o consulenti che devono aver collaborato col professionista nei tre anni precedenti. Significa che, se il responsabile unico del provvedimento stima che per la prestazione di un servizio sono necessarie cinque unità, il professionista deve dimostrare che nei tre anni precedenti si è avvalso della collaborazione di dieci o quindici dipendenti-consulenti.
 
Elementi che, sottolinea il Cnappc, escludono di fatto gli studi professionali medio piccoli, le piccole società di ingegneria e i giovani progettisti.
 
A tal proposito, il Cnappc sta predisponendo un documento con cui, dopo il confronto con le altre categorie professionali, proporre al  governo una serie di emendamenti al codice dei contratti ed al Regolamento.
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