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NORMATIVA

Le proposte degli architetti al Governo

di Rossella Calabrese

Il Cnappc: riformare le professioni ''correggendo le contraddizioni della Legge di Stabilità''

Vedi Aggiornamento del 02/12/2011
Commenti 5211
22/11/2011 - “Il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, a nome dei 150.000 architetti italiani, si mette a disposizione del Governo e del Parlamento per contribuire allo sforzo solidale del Paese per uscire dalla crisi, avviando un processo vero di sviluppo sostenibile per i cittadini di oggi e di domani”.
 
Lo afferma il Cnappc in una lettera inviata a tutti i membri del Governo, nella quale avanza anche alcune proposte concrete di collaborazione per raggiungere gli obiettivi che il Governo si è posto.
 
Il Cnappc si dice pronto ad una rapida riforma delle professioni, che sia frutto di un percorso condiviso tra organi dello Stato e che “corregga alcune contraddizioni inserite nell’articolato della Legge di Stabilità”, la quale - ricordiamo - ha cancellato ogni riferimento ai minimi tariffari, ha introdotto la possibilità di costituire Società tra professionisti e ha previsto la riforma degli ordinamenti professionali entro un anno con un DPR (leggi tutto).
 
Secondo il Consiglio Nazionale, è necessario un processo di innovazione della pratica professionale “in cui l’adeguamento ai principi europei sia accompagnato da un significativo investimento del Paese, privo di oneri economici, sull’indispensabile valore dell’intellettualità delle professioni, la cui specificità sia considerata un valore aggiunto e non un ostacolo allo sviluppo”.
 
A seguito dei recenti provvedimenti legislativi - spiega la lettera -, l’Italia ha raggiunto la massima apertura alla concorrenza in materia di servizi professionali ma, proprio per questo, è necessario che il Governo ne sostenga attivamente le capacità di idee e tecniche per farne uno strumento di penetrazione dei mercati facendo sistema con il mondo dell’impresa.
 
Il Cnappc propone, inoltre, un’innovazione di metodo nelle relazioni tra Governo, Parlamento e organismi professionali. Questi ultimi, secondo il Consiglio Nazionale, sono in grado, proprio per la loro stretta relazione con la realtà del territorio e dei mercati, di proporre progetti innovativi e realistici: e questo ancor prima di essere “auditi” su singoli progetti di legge o specifici provvedimenti.
 
Secondo il Cnappc, infatti, in questi anni le difficoltà dei Governi sono state in parte collegabili anche alla distanza che si era creata tra Istituzioni e Paese, distanza ora colmabile mettendo a frutto quegli organi sussidiari dello Stato, quali sono gli Ordini professionali che, per la loro diffusione territoriale, sono in grado di ben rappresentare non solo le esigenze ma anche i progetti che la parte più viva del Paese ha per il futuro.
 
E in questo senso, il Cnappc suggerisce al Governo di promuovere il progetto di rigenerazione sostenibile delle città e dei territori che, a partire da una analisi scientifica dello stato del patrimonio edilizio e del territorio, disegni un programma di interventi rigenerativi, attivando strumenti normativi che siano propedeutici ad una ormai ineludibile riforma della normativa sul governo del territorio e del regime dei suoli, oltre che strumenti fiscali che permettano all’iniziativa pubblica e privata di procedere sulla via della messa in sicurezza e del miglioramento dell’habitat, promuovendo così nuovi investimenti e lavoro.
 
Secondo gli architetti italiani “la tutela della sicurezza dell’abitare deve essere garantita anche attraverso l’istituzione del ‘libretto immobiliare’ che certifichi lo stato delle unità abitative, così da rendere consapevoli i cittadini dello stato dei luoghi dove abitano in relazione alla sicurezza, alle condizioni ambientali e al risparmio energetico”. 
 
Nella lettera si affronta anche il tema della modernizzazione della prassi professionale: viene proposto l’utilizzo spinto delle tecnologie digitali per innovare i procedimenti amministrativi, per dare certezza dei tempi ai cittadini, agli operatori e alle imprese, combattendo la burocrazia, prevenendo l’abusivismo, arginando i fenomeni di corruzione e ridando slancio all’edilizia pubblica e privata.
 
Lo strumento che il Cnappc propone è un tavolo tecnico permanente tra Stato, Regioni, Comuni e professionisti, che semplifichi e razionalizzi le norme nazionali e regionali promuovendone l’adeguamento a livello locale per renderle compatibili su tutto il territorio nazionale.
 
Infine, la richiesta di un “intervento necessario ed incisivo sulle degenerazioni delle norme sui lavori pubblici che hanno progressivamente emarginato le migliori risorse professionali del Paese, messe in concorrenza sleale su un piano esclusivamente finanziario con soggetti parapubblici e privati, mediante strumenti e regolamentazioni finalizzate ad escludere la qualità del prodotto”.
 
Il riferimento è al recente Statuto delle Imprese che ha innalzato le soglie entro le quali le pubbliche amministrazioni possono affidare gli incarichi di progettazione senza gara (leggi tutto). Il Cnappc chiede di riequilibrare le norme, in senso europeo, per “ristabilire la separazione tra progetto e costruzione, favorire l’emersione dei migliori talenti e dei giovani mediante il concorso di architettura, valutare l’opera per la sua qualità, sostenibilità ambientale e durata nel tempo”.

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Altri commenti
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Giovanni

Ancora insistete sui minimi, VERGOGNA!!!! SPERIAMO CHE IL GOVERNO HA LE PALLE PER ABOLIRE GLI ALBI. MONTI MANDA A CAGARE LORO E LE PROPOSTE FAZIOSE, ALTRO CHE BENE DELL' ITALIA IL BENE DEI SOLI ARCHITETTI.