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Equo compenso, professionisti molto critici sul ddl Meloni
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AMBIENTE

Il Cnappc chiede al Governo di investire nel territorio

Il presidente Freyrie: ‘‘la città e l’habitat sono a rischio default’’

Vedi Aggiornamento del 23/04/2012
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02/12/2011 - “Il nuovo Governo, realizzando un’inversione di tendenza rispetto alle politiche degli ultimi anni, torni ad investire nella valorizzazione del nostro patrimonio ambientale, storico ed architettonico troppo spesso colpito da drastiche riduzioni di fondi per la sua salvaguardia, la sua tutela ed il suo arricchimento. La questione urbana, infatti, è e sarà il principale problema dei governi di questi e dei prossimi anni.
 
Serve immaginare, guardando più al futuro che al presente, iniziative volte a fermare il consumo del territorio, così come quello indiscriminato di energia ed acqua. In Italia come nel mondo, infatti, la città e l’habitat sono a rischio “default” proprio a causa dell’esaurimento delle risorse energetiche e delle pessime condizione del patrimonio edilizio, in particolare quello costruito, nel nostro Paese, nel secondo dopoguerra”.
 
Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori e Conservatori a Bari a margine del Convegno internazionale “La Bellezza ci salverà” organizzato da Legambiente e dal Comune.
 
“Il territorio italiano, le nostre città debbono - per Freyrie - essere trasformate in una miniera di cultura, formazione e bellezza, in una inesauribile fonte di energie anche tecniche e turistiche poiché possano essere volano dello sviluppo economico. Il tema della rigenerazione urbana sostenibile - che è prioritario per gli architetti italiani rappresenta un progetto necessario al futuro delle nostre città e dell’ambiente, indispensabile per la sicurezza dei cittadini e che può rappresentare una vera e propria opportunità per uscire dalla crisi, realizzando un’ alleanza con le altre professioni, con i costruttori, con le organizzazioni sindacali, con l’industria delle costruzioni e con le associazioni ambientaliste”.
 
“Per far fronte alla crisi edilizia, ambientale e sociale delle città - dice ancora Freyrie - occorre attuare, attraverso una architettura responsabile, interventi rigenerativi; realizzare la riforma della normativa sul governo del territorio e del regime dei suoli, introducendo strumenti fiscali che permettano all’iniziativa pubblica e privata di procedere sulla via della messa in sicurezza e del miglioramento dell’habitat.”
 
Gli architetti italiani - conclude Freyrie - consapevoli di essere una grande risorsa intellettuale, sociale ed economica per il Paese, sono pronti a mettere a disposizione della comunità idee, saperi e progettualità per sostenere e valorizzare - con l’utilizzo di strumenti che siano caratterizzati da una forte innovazione -  il  territorio del nostro Paese che rappresenta anche una grande opportunità di sviluppo economico”.
 
 
Fonte: Ufficio stampa CNAPPC

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