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ARCHITETTURA

Zinco titanio e legno lamellare per l'Olgiata Sporting Club

di Andrea Casucci

A Roma l'opera di LAD Architettura

Vedi Aggiornamento del 08/06/2012
29/12/2011 – La composizione di volumi caratterizzati da coperture leggere, rivestite di lamiera di zinco titanio RHEINZINK, dà vita al complesso “Olgiata Sporting Club” di Roma, progettato dallo Studio LAD Architettura.
 
La forma delle coperture si sviluppa su uno schema a boomerang, che conferisce agli edifici una forma slanciata e sinuosa e consente un inserimento organico, adattando le forme alla naturale orografia del sito. Per l’orditura portante è stato selezionato del legno lamellare, al fine di ottenere grandi luci libere nei due edifici simmetrici, mentre ampie vetrate mettono in comunicazione visiva gli spazi dedicati all’attività fisica indoor al parco che le circonda.

L’Olgiata Sporting Club è uno degli edifici che fanno parte del Punto Verde Qualità 20.12, opera ricadente nell'ambito degli interventi promossi dal Comune di Roma che riguardano aree verdi insufficientemente attrezzate, la cui gestione viene affidata, attraverso una concessione, a soggetti privati che hanno la possibilità di realizzare un insieme articolato di servizi di interesse pubblico. La società concessionaria, Olgiata Verde s.r.l., ha affidato l'incarico di progettazione a LAD che ha curato l'architettura e il coordinamento generale garantendo un inserimento non invadente degli edifici all'interno delle aree naturalistiche e conservando più del 70% degli 11 ettari totali come spazio verde.
 
Le funzioni sportive del Centro sono il nuoto, il calcio a cinque, il calcio a otto, il beach volley e il fitness, ovvero una serie  flessibile di attività che variano dall’attrezzistica al corpo libero alle arti marziali, tutte  da praticare indoor. Vanno inoltre annoverate una serie di attività terapeutiche come fisioterapia, massaggi, benessere e recupero atleti, da ritenersi direttamente collegate a quelle ginniche.

La strategia insediativa consiste nel disporre i campi da calcio a cinque, da beach volley, da tennis ed il campo da calcio a otto nella zona est dell’area, a quote differenti, terrazzando il pendio al fine di ottimizzare e minimizzare i movimenti terra. Alle pendici della piccola collina nella zona centrale dell’area 1 sono inseriti i volumi architettonici, che dunque filtrano l’accessibilità ai campi e si dispongono in parte a ridosso dell’area boschiva. Questa scelta consente di schermare naturalmente tramite la collina e le sue alberature i volumi architettonici, limitandone fortemente l’impatto visivo.

La soluzione architettonica presenta una strategia di divisione delle diverse funzioni in tre blocchi distinti e fra loro collegati: gli edifici: “1” (contenente due piscine con copertura apribile ed una vasca all’aperto), “F” (contenente le attività di gestione e ricreative) e “G”, che comprende le palestre e le attività terapeutico-riabilitative.

L’edificio “F”, di forma sostanzialmente esagonale, è l’accesso principale al complesso e distribuisce quindi gli edifici “1” e “G” che si attestano perpendicolarmente ai lati del suddetto esagono, come nella schematizzazione di una molecola, in modo da garantire all’edificio-piscine il fronte lungo esposto a sud e, al contrario, un’illuminazione indiretta all’edificio-palestre. Il posizionamento ottimale dei manufatti architettonici è pensato per fornire un’ illuminazione naturale adeguata agli edifici che ospitano funzioni diverse e per contenere i consumi energetici.

Lad studio è altresì progettista dell’Olgiata Shopping Plaza (detta "Stealth"). “Tutto l'intervento può essere considerato il risultato di un'operazione che potrebbe essere definita un “incastro”: incastrare appunto i negozi in un giardino, ma anche incastrare un elemento fortemente artificiale – l'edificio – all'interno di un area naturalistica, al fine di utilizzare lo spazio esterno come elemento di connessione fra le attività commerciali”. Il progetto è stato peraltro esposto alla mostra “27-37 – Rassegna di Giovani Architetti Italiani”, al Padiglione Italia dell’EXPO Shanghai 2010, attraverso un video nel quale l'architettura viene raccontata attraverso il Parkour.
 
 
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