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AZIENDE

Atecap compie venti anni nel segno della qualità e della legalità

13/12/2011 - Legalità, qualificazione, sicurezza, valore del prodotto. Questi i temi al centro dell’evento che l’Atecap ha organizzato per festeggiare i suoi venti anni di attività e che hanno caratterizzato la sua storia.
 
Un anniversario che ricorre in un momento di crisi epocale e nel quale le imprese devono confrontarsi con un mercato sempre più competitivo e globale. “Per questo motivo – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Silvio Sarno - è necessario abbandonare la tendenza a concentrarsi solo sul contingente ampliando la riflessione sulle opportunità di crescita comunque presenti anche nei momenti più difficili”. In questo contesto, ha ripreso Sarno, le realtà imprenditoriali che hanno maggiori probabilità di resistere sono quelle che “sono in grado, nel pieno rispetto delle regole, di fornire una produzione adeguata alla qualità del prodotto richiesta rispondendo in questo modo a quella componente della domanda sempre più attenta ai livelli qualitativi imposti da edifici performanti dal punto di vista del risparmio energetico o da infrastrutture con caratteristiche particolari”. Si tratta di imprese che hanno sostenuto l’azione dell’Atecap per un mercato dove si possa realmente operare “sulla base delle logiche di una concorrenza trasparente e basata sulla legalità”.
 
Oggi l’Atecap è di fatto uno degli attori principali del processo di qualificazione non solo della filiera del calcestruzzo armato ma dell’intero complesso sistema organizzativo e produttivo delle costruzioni nel nostro Paese. Nel corso del tempo l’azione svolta dall’Associazione ha prodotto risultati rispetto a vari ambiti, dall’evoluzione della normativa al coinvolgimento e allo stimolo nei confronti del sistema associativo di rappresentanza industriale e di alcune importanti istituzioni pubbliche e private. Risultati che sono evocati nel libro che è stato presentato nel corso dell’iniziativa e che racconta i venti anni di storia dell’Atecap.
Altro traguardo importante, ha sottolineato il presidente Sarno, è aver posto al centro la questione di una normativa tecnica in linea con il resto d’Europa e in grado di assicurare una verifica certa sui processi di produzione e sul corretto utilizzo del calcestruzzo. Inoltre l’Associazione ha richiesto con forza sia agli istituti di certificazione, sia alle istituzioni preposte al settore di attivare effettive forme di controllo sulla validità dei certificati rilasciati e una implementazione delle caratteristiche attraverso cui è possibile riscontrare l’effettiva idoneità degli impianti certificati.
 
Un cambiamento culturale e politico che ha delle conseguenze positive anche sui dati del mercato: gli ultimi risultati evidenziano la progressiva crescita della domanda di prodotti di sempre maggiore resistenza e lavorabilità con un aumento rilevante soprattutto a partire dal 2009, nonché di una sempre maggiore attenzione alla rispondenza tra fornitura di calcestruzzo e contesto ambientale. “Oggi – ha aggiunto Sarno - anche grazie all’impegno diretto di un’associazione come l’Atecap, l’inversione di tendenza rispetto ad una bassa qualità costruttiva, da più parti auspicata, appare in atto”.
 
L’impegno sul tema della normativa e l’avvio di proficue relazioni interistituzionali, ha portato anche a costituire un Osservatorio attraverso il quale si rende possibile legare indissolubilmente le regole ai controlli e da qui alle sanzioni, portando a compimento quanto venti anni fa’, al momento della sua costituzione, i fondatori auspicavano: garantire un mercato trasparente e basato sul pieno riconoscimento del valore del calcestruzzo, arrivando a porre fine a quelle criticità relative alle diverse fasi del ciclo di impiego del calcestruzzo dalla prescrizione alla produzione, dalla fornitura alla posa in opera, fino al collaudo.
Nel corso dell’iniziativa è intervenuto Francesco Karrer, Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. “E' necessario un nostro impegno per il riaccreditamento della parola cemento perché ha subito un progressivo processo di discredito”, ha dichiarato, aggiungendo che proprio in questo periodo “bisogna tenere alta la guardia e valorizzare la trasparenza. In seguito all'introduzione dell'articolo 34 del cosiddetto Decreto Salva Italia che ha avviato processi di semplificazione amministrativa, è necessario che la filiera del calcestruzzo valuti con attenzione le conseguenti opportunità, ma anche le criticità che ne possono derivare, soprattutto sul fronte dei controlli”.
 
Karrer ha anche ricordato le attività di collaborazione con l'Atecap, in particolare l'avvio dell' Osservatorio che ha già ha prodotto alcuni risultati: il rafforzamento dei controlli e delle ispezioni, una partnership con la Guardia di Finanza e il progetto Sicurnet con  altre forze dell'ordine “E' in fase avanzata – ha anticipato – la revisione di norme tecniche e la revisione delle Linee guida sul cemento e sul calcestruzzo armato. Nostra intenzione – ha proseguito - è avviare un Patto di regolazione prima che arrivino le norme”. Infine il presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici ha auspicato una crescente attenzione a quella che ha chiamato Ecoeticità, ovvero un percorso che coniughi comportamenti corretti e sostenibilità, che  “dovrà attraversare tutta la filiera delle costruzioni”.
 
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