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Ad Amsterdam l’headquarter Red Bull firmato Sid Lee
CASE & INTERNI

Ad Amsterdam l’headquarter Red Bull firmato Sid Lee

di Cecilia Di Marzo

La semplicità brutale di un edificio industriale combinata con la filosofia aziendale

23/12/2011 – Porta la firma di Sid Lee Architecture la sede RedBull ad Amsterdam, situata nella zona nord del porto, in un luogo suggestivo che ben rispecchia la cultura dell’azienda e il suo coinvolgimento nelle arti e dello sport. Il progetto sorge in una vecchia fabbrica navale, di fronte ad una gru eaun vecchio sottomarino russo in disuso.
 
"Per progettare lo spazio interno, abbiamo puntato a recuperare la filosofia Red Bull, dividendo gli spazi secondo il loro uso e secondo lo spirito, per suggerire l'idea dei due emisferi opposti e complementari della mente umana, la ragione contro l'intuizione, l'arte contro l'industria, il buio contro la luce, l'ascesa di un angelo contro la menzione della bestia", spiega Jean Pelland, architetto Senior Partner di Sid Lee Architecture.
 
All'interno dello stabilimento navale, con le sue tre campate adiacenti, gli architetti hanno focalizzato la propria attenzione sull’espressione della dicotomia spaziale, passando da spazi pubblici a privati​​, dal nero al bianco e dal bianco al nero. 

"Il nostro obiettivo è stato combinare la semplicità quasi brutale di un edificio industriale con la filosofia Red Bull. L'architettura degli interni con i suoi molteplici livelli di significato trasmette questa doppia personalità, che all'ospite ricorda un momento gli strapiombi di montagna e l’attimo successivo le rampe da skate board. Questi volumi sfaccettati a triangoli, come strappati dal corpo di una nave, costruiscono spazi semi-aperti, che possono essere visti dal basso, come nicchie, o dall'alto, come ponti e soppalchi che si estendono attraverso lo spazio".
 
Nell'architettura che Sid Lee Architecture offre, nulla è chiaramente impostato, è tutto una questione di percezione.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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valentina

Pur da architetto, per una volta non voglio entrare troppo nel merito delle scelte progettuali dello studio Sid lee architecture - in realtà l'edificio sembra una copia malriuscita della filosofia architettonica dei movimenti tellurici di Eisenman e il concetto di percezione architettonica di Libeskind. Trovo davvero di cattivo gusto la rappresentazione della Madonna nella Toilette delle ladies con abile inquadratura fotografica che ritrae la scritta "the holy shit" Se è vero che l'architettura esprime l'ethos di un popolo -citazione hegelliana- e non la filosofia di una multinazionale vuol dire chel'edificio ad Amsterdam non spicca il volo, nonostante le ali....sarà colpa della big beast!......mi chiedo le immagini dei bagni sono state tolte ma la "shit architecture" rimane!