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Trenta progetti per raccontare la ''Nuova architettura razionale''

di Raffaella Vacca

A Padova, in mostra dal prossimo 14 gennaio

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30/12/2011 – Verrà inaugurata il prossimo 14 gennaio, a Padova, la mostra "Nuova architettura razionale".
 
Nata da una pubblicazione dell’omonimo Quaderno di Aiòn, assieme ad altre iniziative sviluppate dall’associazione culturale Di Architetettura, l’esposizione ha l’obiettivo di evidenziare i caratteri interdisciplinari del tema architettonico.
 
Composta da una selezione di opere di dieci architetti italiani e tedeschi facenti parte della generazione tra gli anni ’50 e ’60, la rassegna illustra gli esiti progettuali analoghi e le variazioni legate per lo più ai differenti luoghi su cui insistono gli interventi di Armando Dal Fabbro, Antje Freiesleben, Gaetano Fusco, Stephane Höhne, Jan Kleihues, Gino Malacarne, Bruno Messina, Carlo Moccia, Christian Rapp, Uwe Schröder.

Questa collezione di esempi di architettura evidenzia le declinazioni interne ad ogni scuola, perché l’origine teorica di ognuno trascende dalle scuole italiana e tedesca ed è ricca di temi compositivi fortemente legati alle teorie dei grandi maestri del passato presi a riferimento, maestri riconosciuti che elencare ora riteniamo superfluo.

“Obiettivo della raccolta di opere è scovare, sottolineare, per poi illustrare, una serie di progetti e realizzazioni, individuandone allo stesso tempo le analogie di fondo e le variazioni sul tema. Crediamo però che il giudizio positivo su questi progetti non sia solo merito di chi li ha fatti: il merito va invece a chi, come loro, ha creduto negli anni precedenti all’importanza della continuità di una tradizione che unisce un progetto a quello precedente, nella difficoltà di cogliere e riassumere assieme alla grande eredità del passato, il continuo variare degli schemi sociali e delle sempre più rapide innovazioni tecnologiche. E’ presente in questa raccolta la consapevolezza che la forma della città occidentale non si inventa nemmeno nella sua più minuta parte: essa è frutto di un costante processo di sedimentazione, coraggioso quanto necessario – spiegano dall'associazione culturale Di Architettura.

Adolf Loos diceva che ogni città ha gli architetti che si merita! Ci è stata data la possibilità di scegliere alcuni tra i rappresentanti della cultura architettonica in Italia e Germania oggi: la speranza è che questa selezione abbia il giusto riconoscimento, auspicando che questo serva alla società futura perchè sia capace di riappropriarsi di un responsabile giudizio critico a seguito di una preparazione culturale adeguata”.

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