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RISTRUTTURAZIONE Ecobonus e bonus ristrutturazioni, cosa accade se cambia la destinazione d’uso dell’immobile
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Nel prossimo triennio le spese per infrastrutture caleranno del 35%

di Rossella Calabrese

Corte dei conti: le Manovre estive hanno ridotto i Fondi FAS di 9,5 miliardi per il 2012-2015

Vedi Aggiornamento del 27/03/2012
13/12/2011 - “Le manovre correttive degli ultimi anni non hanno salvaguardato la spesa in conto capitale per infrastrutture che, anzi, ha visto ridursi rapidamente la propria incidenza sul Pil”. Lo ha detto il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, in audizione in Parlamento.
 
Intervenendo sulla Manovra Salva Italia (DL 201/2011 “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”) appena varata dal Governo Monti, Giampaolino si è soffermato sul tema del ritardo infrastrutturale e del declino degli investimenti pubblici, che il nuovo Governo ha posto al centro della strategia di sostegno dello sviluppo. La tendenza alla riduzione degli investimenti in infrastrutture, registrata negli ultimi anni - ha detto Giampaolino -, sembra destinata ad accelerare nel prossimo triennio, con una caduta della spesa in conto capitale di dimensioni rilevantissime (dai 54 miliardi del 2010 a circa 40 miliardi nel 2013, una flessione superiore al 35%).
 
Inoltre, ha fatto notare, con le Manovre della scorsa estate, le risorse del Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS) destinate alle opere infrastrutturali sono state ridotte di altri 950 milioni per il 2011 e di circa 9,5 miliardi per il periodo 2012-2015. A breve si deciderà della revoca o della revisione di precedenti assegnazioni disposte con delibere CIPE, che si tradurranno in tagli sulla programmazione FAS. “Certamente si tratta di riduzione di risorse a valere sulle assegnazioni del Fondo Infrastrutture (oltre che del Fondo strategico per l’economia reale) non ancora impegnate - ha aggiunto il presidente della Magistratura contabile-: ciò dovrebbe consentire la revoca di poco meno di 8 miliardi, un valore molto vicino all’intero taglio disposto ex-lege”.
 
Le proposte della Corte dei conti
A fronte della chiara indisponibilità di maggiori risorse per gli investimenti, la Corte dei conti invita a puntare su una maggiore efficienza nel loro utilizzo e su una seria riqualificazione della spesa, sostituendo alle liste di progetti ed iniziative, impropriamente definite ‘prioritarie’, interventi rigorosamente programmati, valutati e monitorati, come avviene in altri Paesi europei.
 
Un altro snodo fondamentale, secondo la Corte dei conti, sono le modifiche normative e di procedura volte a semplificare e accelerare la realizzazione delle opere e a rafforzare le operazioni di partenariato pubblico-privato (PPP) nel finanziamento, nella realizzazione, nella gestione o nella manutenzione delle infrastrutture. “Anche in questa materia - ha aggiunto - Giampaolino, la messa a punto di regole innovative consentirebbe un avvicinamento dell’Italia agli altri paesi europei, nei quali non si riscontra il groviglio di procedure e competenze nella programmazione delle opere e che presentano un impegno comparativamente maggiore del capitale privato”.
 
Giampaolino non ha risparmiato critiche alla Legge Obiettivo rilevando che, a distanza di quasi dieci anni dalla sua introduzione, “non si sono registrate accelerazioni nei tempi di realizzazione delle opere, né si è sciolto il nodo dei finanziamenti, nonostante che per le opere strategiche di rilevanza nazionale fosse stata prevista una corsia accelerata”.
 
Alla base del ritardo infrastrutturale dell’Italia rispetto agli altri paesi europei - ha aggiunto - vi sono ostacoli ed inefficienze riconducibili in particolare all’assenza di una valutazione dei costi e dei benefici dei progetti, alla frammentarietà delle fonti di finanziamento, con il conseguente ricorso al finanziamento parziale delle opere, alla frequenza degli scostamenti tra preventivi e costi di realizzazione, alla inadeguatezza delle procedure di affidamento dei lavori. Le difficoltà di programmazione si riflettono sui tempi e sui costi di realizzazione degli interventi, tanto che – ha concluso Giampaolino - per completare tutte le fasi di realizzazione delle opere infrastrutturali di dimensioni maggiori occorrono non meno di 10 anni.
 
Una valutazione positiva è stata espressa, infine, sulla riattivazione, da parte del CIPE, di canali di finanziamento delle opere attraverso la mobilitazione di risorse per quasi 5 miliardi (leggi tutto), e sulle misure contenute nella Manovra, volte a semplificare le procedure (a partire dai tempi di perfezionamento delle delibere CIPE) e a favorire l’attrazione di capitali privati (leggi tutto).

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