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LAVORI PUBBLICI

Piano Sud: accordo tra Governo e Regioni

di Rossella Calabrese

Fondo da 1,6 miliardi di euro per le ferrovie; interventi per riqualificare le scuole

Vedi Aggiornamento del 20/01/2012
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16/12/2011 - È stato firmato ieri pomeriggio, dal Governo e dalle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, un Accordo per accelerare e riqualificare l’utilizzo dei Fondi strutturali comunitari. Governo e Regioni del Sud hanno anche approvato un Piano d’azione coesione.
 
L’intervento rialloca complessivamente 3,1 miliardi di euro, costituendo un Fondo da 1,6 miliardi di euro per investimenti su reti e nodi ferroviari, e concentrando gli investimenti in tre settori ad alto impatto socioeconomico (scuola, 974 milioni di euro; agenda digitale, 423 milioni di euro; occupazione, 142 milioni di euro).
 
“Sono lieto di iniziare la presentazione di un atto importante e significativo intervenuto oggi tra sei Regioni e il Governo” ha detto il premier Mario Monti, presentando il “Piano d’azione coesione” per il Sud. Monti ha aggiunto che il Piano è coerente con l’azione del Governo, di rigore, crescita ed equità, e coerente con la Manovra ora all’esame del Parlamento. Il Piano - ha concluso Monti - non attribuisce nuovi fondi alle Regioni meridionali, ma serve “a usare meglio quelli già assegnati, in particolare 3,1 miliardi dei 26 miliardi di euro che le Regioni dovranno spendere entro il 2015”.
 
 
COSA PREVEDE IL “PIANO D’AZIONE COESIONE”
Per quanto riguarda la rete ferroviaria del Sud, l’obiettivo è di migliorare la mobilità a lunga, media e breve percorrenza, oggi caratterizzata da tempi elevati e da condizioni di disagio nel servizio di trasporto. Gli interventi individuati riguardano alcuni assi prioritari: asse Catania-Palermo, asse Napoli-Bari, nodo di Bari e tratte adriatiche, asse Taranto-Sibari-Gioia Tauro, asse jonico e rete ferroviaria sarda.
 
Saranno finanziati attraverso la riduzione del tasso di co-finanziamento dei fondi comunitari per un importo complessivo di 1.620 milioni di euro. Questi interventi si aggiungono a precedenti finanziamenti del Fondo Sviluppo e Coesione per 830 milioni di euro e ad altri finanziamenti nazionali per 4.221 milioni di euro. Complessivamente vengono mobilitate risorse per circa 6,5 miliardi di euro.
 
La ridefinizione dei Programmi Operativi Regionali in tema di scuola prevede, tra le altre cose, il miglioramento delle strutture, delle attrezzature, delle reti e delle tecnologie atte a fornire alle scuole gli strumenti per divenire luoghi dove i saperi possono costruirsi in spazi collaborativi, flessibili e dinamici.
 
“La priorità per le scuole è la sicurezza” ha detto il Ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “L’intervento mira a riqualificare il 43% degli edifici scolastici”. Gli edifici da mettere in sicurezza - ha aggiunto - sono “soprattutto al sud. L’edilizia è uno dei motori iniziali per la ripresa di un Paese”.
 
La sfida “agenda digitale” ambisce allo sviluppo socioeconomico del Mezzogiorno mediante importanti investimenti in infrastrutture di comunicazione elettronica. Tale sfida si articola in tre progetti da realizzare nelle 8 regioni del Sud Italia: azzeramento del digital divide; adeguamento competitivo dell’accesso a Internet per cittadini e imprese con le reti di nuova generazione; aumento nella quantità e qualità dei servizi della Pubblica Amministrazione accessibili via Internet.
 
Per dare nuove opportunità di occupazione, il Piano prevede un credito d’imposta per le imprese del Mezzogiorno, pari al 50% del costo salariale di un anno per ciascun lavoratore svantaggiato assunto dalle imprese delle Regioni coinvolte. Per i lavoratori molto svantaggiati il credito di imposta è esteso a due anni. Per il credito all’occupazione vengono al momento messi a disposizione dell’intervento 142 milioni di euro, incrementabili dopo un periodo di monitoraggio.
 
 
Il disegno programmatico del “Piano d’azione coesione” e la sua attuazione anticipano per molti aspetti la riforma della politica di coesione in via di approvazione da parte della Commissione europea, nella direzione di:
- orientare ogni azione agli obiettivi di miglioramento della qualità della vita dei cittadini;
- concentrare gli investimenti su priorità di intervento di interesse nazionale declinate, Regione per Regione, secondo le esigenze dei diversi contesti;
- rafforzare il presidio degli interventi da parte dei centri di competenza nazionale;
- affidare il governo dell’intervento del Piano d’Azione Coesione a un Gruppo di Azione a direzione nazionale, nel quadro di una rafforzata cooperazione con la Commissione Europea.
 
Con la presentazione del “Piano d’azione coesione” viene rispettato l’impegno preso dall’Italia lo scorso 26 ottobre 2011 e accolto in quella stessa data dal Vertice Euro nella dichiarazione approvata. Viene inoltre soddisfatto il requisito per l’attuazione della deroga al Patto di stabilità interno prevista, per 1 miliardo l’anno dal 2012 al 2014, dal DL 201/2011, in corso di conversione in legge da parte del Parlamento.

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