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NORMATIVA

Edilizia in aree sismiche: ok delle Regioni alle semplificazioni

di Rossella Calabrese

Disposizioni più leggere piuttosto che una deroga totale alla normativa

Vedi Aggiornamento del 13/06/2012
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23/12/2011 - La conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha approvato all’unanimità la proposta di modifica al Testo Unico per l’edilizia che mira a snellire le procedure relative all’autorizzazione per l’inizio dei lavori nelle località sismiche.
 
Il provvedimento, proposto dall’assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata (che presiede la relativa commissione della Conferenza) Rosa Gentile, è finalizzato ridurre i tempi necessari per l’inizio dei lavori anche al fine di salvaguardare la pubblica incolumità.
 
Le norme contemplano la possibilità per le Regioni di prevedere modalità di controllo a campione al posto dell’autorizzazione preventiva per l’inizio dei lavori. Le stesse Regioni potranno derogare alle norme che disciplinano i vincoli per il reclutamento del personale al fine di costituire efficaci reti tecniche di controllo.
 
Infine, si prevede che in caso di cambiamento della classificazione sismica dei territori o delle norme tecniche, chi abbia già iniziato una costruzione non abbia l’obbligo di adeguarsi alle nuove previsioni se concluderà i lavori entro 18 mesi; diversamente, per tempi più lunghi, sarà necessario presentare una valutazione della sicurezza al fine di stabilire se è possibile proseguire con la costruzione o sia necessario un progetto di adeguamento.
 
“Il nostro obiettivo - ha spiegato l’assessore Gentile - è quello di rendere la celerità una materia ordinaria e non straordinaria legata all’emergenza. In un settore delicato come la prevenzione sismica è fondamentale potersi muovere celermente nell’adeguamento degli edifici per giungere ad un abbattimento del rischio legato al territorio. E piuttosto che derogare a tutte le norme quando i problemi e i lutti si sono già verificati, è bene rendere le normative più leggere prima ed evitare eventi catastrofici”.

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Maurizio

Leggo di qualche testa gloriosa che vorrebbe limitare le competenze degli architetti. Sono un ingegnere edile e per quel che ne so io sono più preparati gli architetti in materia di strutture edili che gli ingegneri meccanici, chimici, elettronici, idraulici, trasportisti, elettrotecnici, gestionali, ambientali ecc. Gli strutturisti stessi hanno una visione limitata e settoriale delle strutture, più simile spesso ai matematici che agli strutturisti veri. Per fortuna siamo in Europa.