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In arrivo la riforma del catasto: i metri quadri sostituiranno i vani

di Rossella Calabrese

I valori catastali verranno adeguati a quelli di mercato e terranno conto della posizione e delle caratteristiche edilizie, l’IMU potrà scendere

Vedi Aggiornamento del 22/01/2014
Commenti 55610
29/12/2011 - Adeguamento dei valori catastali degli immobili a quelli di mercato, per favorire una maggiore equità nella determinazione delle basi imponibili e tra i diversi territori urbani. È questo l’obiettivo della riforma del catasto che il Governo potrebbe presentare già la prossima settimana.
 
Tra le novità di maggiore impatto, il passaggio dall’attuale sistema per categorie e classi ad uno che tenga conto della localizzazione e delle caratteristiche edilizie e la sostituzione del criterio del numero di vani con quello dei metri quadrati.
 
La revisione del catasto diventerà la base su cui applicare tutte le imposte sugli immobili, prima tra tutte l’IMU, Imposta Municipale Unica. Il Governo ha assicurato che la riorganizzazione sarà accompagnata da una riduzione delle aliquote, per fare in modo che la riforma sia a costo zero.
 
Il progetto di riforma del Governo è anticipato in un Documento esplicativo della Manovra (Legge 214/2011) redatto dal Ministero dell’Economia per illustrare la Manovra, che contiene anche i primi elementi per la revisione degli estimi catastali. “È noto - si legge nel documento - che le attuali rendite catastali, su cui si basa in larga parte la tassazione immobiliare, non sono più congrue rispetto ai valori di mercato”.
 
Riprendendo i dati riportati nel volume “Gli immobili in Italia 2011”, redatto dall’Agenzia del Territorio, il documento del Ministero sottolinea che per le abitazioni il valore di mercato è pari, in media, a 3,73 volte la base imponibile a fini ICI; il medesimo rapporto, calcolato per i soli contribuenti Irpef, oscilla tra il 3,59 delle abitazioni principali e il 3,85 delle altre abitazioni. Ancora più eclatante il dato dei canoni di locazione, mediamente superiori di 6,46 volte alle rendite catastali. Una delle ragioni di queste incongruenze è riconducibile al fatto che le rendite catastali sono state rivalutate nel 1990 con riferimento ai valori del biennio 1988-1989.
 
Inoltre, il sistema catastale è inadeguato perché la suddivisione in categorie e classi è ferma al periodo di “costruzione” del catasto urbano e, quindi, il classamento (la classificazione dell’immobile in una categoria e in una classe di valore) è rimasto quello delineato dall’originario impianto normativo del catasto e gli unici aggiornamenti sono riconducibili a comunicazioni effettuate dai soggetti interessati, in occasione di attività di ristrutturazioni e variazioni edilizie.
 
Questo stato di fatto ha determinato ulteriori iniquità all’interno dei singoli Comuni. Ad esempio, abitazioni classate come “popolari” lo sono rimaste nel tempo, anche se oggi, pur essendo ubicate in zone centrali, il loro valore è di fatto più elevato di edifici di “civile abitazione” ubicati in zone semicentrali o, addirittura, periferiche.
 
Quindi, spiega la nota del Ministero, per favorire una maggiore equità nella determinazione delle basi imponibili catastali e conseguire una perequazione effettiva tra i diversi territori urbani è necessaria una riforma del sistema estimativo del catasto edilizio urbano.
 
Sono cinque i criteri su cui sarà disegnato il nuovo catasto:
1. la costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (ovvero il reddito medio ordinariamente ritraibile al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione;
2. la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari;
3. il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie;
4. il superamento, per abitazioni e uffici, del “vano” come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la “superficie” espressa in metri quadrati;
5. la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli immobili speciali.
 
 
Ricordiamo che nel 2006 il Governo di Romano Prodi avviò un processo di riforma del catasto che prevedeva la revisione degli estimi e del classamento e il passaggio ai Comuni delle competenze sulla gestione dei servizi catastali (Speciale Catasto ai Comuni). Il progetto fu interrotto a causa della conclusione anticipata della legislatura.

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Altri commenti
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angelo

Nella nostra amata Italia, oggi come ieri, la politica da il suo massimo cattivo esempio, ovvero: i cittadini devono pagare anche quello che non gli compete tartassandoli a morte, mentre i politici non solo non pagano ciò che gli compete, ma, ci prendono pure per il c. ...lo. E' ora di dire basta, basta alle pensioni d'oro di diecine di migliaia di euro al mese, basta a qualsiasi tipo di consulenza esterna delle pubbliche amministrazioni e loro controllate data la pletorica macchina burocratica esistente, basta iva al 21% per i beni di lusso, basta al brigandaggio di Equitalia, basta ai Menagger della Pubblica amministrazione che percepiscono compensi annui stratosferici di 500.000 e passa euro, basta a un sistema malato che ci ha portato alla rovina, BASTA AL GOVERNO DEI FINTI TECNICI, se tutto deve essere ratificato dai quei politici che ci prendono per il c. ...lo. Agganciamo tutti i compensi delle pubblica amministazione alle pensioni sociali da fame di milioni di cittadini Italian, oramai dimenticati da tutti. Più stato sociale e meno Casta della Trilaterale!!!!!!!!!!!!!

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Pierangelo

penso che Antonio abbia ragione -pensiamo a chi votare le prossime elezioni-Queste riforme e queste nuove tasse servono solo a fare cassa , per dare soldi ai soliti mangia mangia-GUARDIAMO dove sono andati a finire i soldi RISPARMIATI mandando in pensione piu tardi chi veramente lavora-il 50%e andato agli industriali (PER CREARE POSTI LAVORO -CHE BELLA BARZELLETTA!!)Poi han pensato di dare QUALCOSA anche ai GIORNALI. COSI I SIGNORI GIORNALISTI quando scriveranno articoli si RICORDERANNO dei soldi dati e LECCHERANNO IL DERETANO A QUESTI GOVERNANTI.hanno dato soldi alle ferrovie ALTA VELOCITA' (chiaramente MONTEZUMA aaahh scusate MONTEZEMOLO e il signor DALLA VALLE)ne avevano bisogno -ora cassa con il catasto .per dare soldi a chi?? QUESTO BUCO,QUESTO GRANDE BUCO MI CHIEDO DOVE E'???. W I PARASSITI PARLAMENATARI.w i girnalisti leccaculo..a morte l' operaio che lavora onestamente CHE NON CONTA PIU' NIENTE e PAGA .W LA REPUBBLICA ITALIANA BASATA SUL LAVORO? SICURI??----FORZA LEGA .

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antonio

Ciao ......e chiaro che anche questa manovra come tutte le altre riforme fatte e da fare ,mirano a far incassare tributi allo stato,........e solo quello.Quindi non capisco tanta foga da chiunque ....alle riforme,forse pensavamo di poter essere tassati di meno ? .Anzi pensiamo a chi votare alle prossime elezioni,perche' la colpa e nostra che non sappiamo votare e siamo sempre sparpagliati .sicuramente il prossimo voto sara' di protesta contro i politici. ciao

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Bertinelli Luigi

Qualcuno riesce a spiegarmi perchè mai , parlando di prima casa, si deve pagare l'affitto al governo ? non possono inventarsi qualche altra cosa ? Perchè si devono fare anni di sacrifici per il mutuo, fare la manutenzione, pagare la tassa del passo carraio al comune ( ?????) cambiare le caldaie se secondo loro inquinano , ma perchè secondo loro i voli privati in aereo dei ricconi non inquinano ?ma che facciano il piacere !!!! Perchè le escort di strada non pagano una lira di tasse e poi se i loro papponi le sbudellano a noi tocca anche pagare per ricucirle ? perchè se tutti devono pagare le tasse non cominciano da chi "culturalmente" e per "prassi" non le paga invece di rompere sempre le balle alle famiglie ?


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