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Manovra Salva Italia, tutte le novità sugli immobili

di Paola Mammarella

Imu scontata fino a 400 euro in base al numero di figli, imposte sugli edifici all’estero e rendite rivalutate per banche e assicurazioni

Vedi Aggiornamento del 21/02/2012
  Commenti 16545
15/12/2011 – È alla Camera il disegno di legge per la conversione della Manovra Salva Italia su cui il Governo ha chiesto oggi la fiducia. L’approvazione di alcuni emendamenti ha introdotto una serie di novità per gli immobili, che dovranno essere confermate durante la discussione del testo. E' atteso intanto per domani il voto della Camera
 
Imu e imposte sulla prima casa
L’Imu, imposta municipale unica, introdotta col federalismo fiscale, sostituirà l’Ici. Dal primo gennaio 2012 il tributo dovrà essere pagato anche sulla prima casa con un’aliquota dello 0,4%, ma si potrà beneficiare di una detrazione fino a 400 euro. I Comuni possono inoltre prevedere aggiustamenti in aumento o diminuzione fino allo 0,2%. L'aliquota sulle seconde case e sugli edifici a destinazione diversa da quella residenziale, è stata fissata invece allo 0,76%, ma i Comuni hanno un margine di manovra dello 0,3%.
 
Inizialmente il tetto della detrazione di imposta sulla prima casa era stato fissato a 200 euro, ma è stato poi raddoppiato in funzione dei carichi familiari, riconoscendo un bonus di 50 euro per ogni figlio di età non superiore a 26 anni residente e abitualmente dimorante nell’unità immobiliare adibita a prima abitazione.
 
La reintroduzione dell’Ici, nella versione aggiornata Imu, sulla prima casa si accompagna alla rivalutazione del valore catastale, che aumenta del 60% la base imponibile su cui calcolare il tributo.
 
Rivalutazione rendite catastali per istituti di credito e assicurazioni
La base imponibile in base alla quale calcolare l’Imu cambia anche per gli immobili a destinazione diversa da quella residenziale. Per istituti di credito e assicurazioni viene ritoccato al rialzo il coefficiente che, moltiplicato per la rendita catastale, determina il valore catastale e di conseguenza l’entità dell’imposta. Un emendamento approvato in fase di conversione eleva a 80 il moltiplicatore, inizialmente fissato a 50 e portato a 60 dal Decreto Legge.
 
Immobili all’estero
Gli emendamenti approvati introducono dal 2011 un’imposta dello 0,76% sul valore degli immobili situati all’estero, a carico delle persone fisiche residenti in Italia che siano proprietarie o titolari di diritti reali sugli stessi.
Il valore dell’immobile è costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto, ma si può prendere come riferimento anche il valore di mercato della zona.
Dal tributo è possibile dedurre un credito di imposta pari all’eventuale patrimoniale versata allo Stato in cui si trova l’immobile.

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Altri commenti
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enzo verrico

I soliti cittadini che non possono evitare finiscono per pagare alla faccia di quanti hanno creduto nelle Istituzioni, nella Giustizia e nella Democrazia. Questa Nazione senza palle non merita di esistere ma molto presto gli atranieri la occuperanno totalmente e ci asserviranno. Questo meritiano perchè non siamo capaci di fare scelte serie sul piano politico; questa classe dirigente è ormai incapace di gestire il Paese sanno soltanto incassare, se va bene, stipendi da favola. Lo Stato va a rotoli e la cosa più brutta non è pagare ma SAPERE CHE CHE CI SACRIFICHIAMO INVANO

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Stefano Verlicchi

Ri-posto questo mio parere sperando che questa volta vada a buon fine. E' veramente vergognoso. Questa non è un crisi come tante ne abbiamo viste nel passato. Questa è un crisi del modello di sviluppo capitalistico liberalista. Abbiamo tolto ogni regola alla finanza ritentendo che i mercati si sarebbero auto-regolati sulla base, appunto, delle leggi di mercato. Oggi è evidente che questa idea è chiaramente fallita. Ha prodotto l'arricchimento di chi ricco e potente lo era già e l'impoverimento del ceto medio: il motore delle società occidentali. Ora il mondo finanziario ha dimostato che la polita non conta nulla! Sono loro a comadare poichè sono loro in grado di poter far fallire uno Stato e lo stanno facendo! Gli esempi di Grecia e Italia sono eloquenti. Il mondo della finanza ha inginocchiato questi Stati e poi se ne è inpadronito mettendo suoi uomini al Governo. Morale: la politica non è più in grado di controllare le scelte di uno Stato di una Comunità! Chi comanda, in realtà, sono i poteri forti della finanza. Occorre cambiare questi meccanismi. La politica deve tornare ad essere sovrana e questo lo si potrà fare solo se si renderà trasparente il mondo della finanza. Chi è che affossa l'Euro? Voglio sapere Nome e Cognome di chiunque faccia operazioni finanziarie e se queste portano a creare problemi ad uno Stato devo essere in condizioni di poterle bloccare!!! Solo così le cose potranno veramente cambiare, altrimenti chiunque andrà al governo (Bianchi, Gialli, Rossi, Verdi, Blu o Marroni) non cambierà mai nulla poichè saranno sempre ostaggi di questo meccanismo perverso!


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