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Progettazione, con la manovra dietrofront su soglie degli incarichi

di Paola Mammarella

Riportato a 100mila euro il limite oltre il quale indire la gara, realizzazione infrastrutture più veloce

Vedi Aggiornamento del 21/12/2011
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06/12/2011 – Stretta sugli affidamenti dei servizi di progettazione senza gara. Ma anche velocizzazione nella realizzazione di infrastrutture e chiarimenti sulle terre e rocce da scavo. Sono i contenuti della bozza di manovra “salva Italia”, così come uscita dal Consiglio dei Ministri.

Incarichi di progettazione
La bozza modifica lo Statuto delle imprese approvato il mese scorso riportando a 100 mila euro la soglia massima per l’affidamento dei servizi di progettazione senza gara.

La Legge 180/2011Statuto delle imprese, approvata per agevolare l’ingresso nel mercato degli appalti alle piccole e medie imprese, aveva modificato il Codice Appalti, portando da 100 mila a 125 mila euro la soglia minima per l’affidamento con gara dei servizi di ingegneria e architettura da parte delle Amministrazioni centrali e da 100 mila a 193 mila euro la soglia per gli affidamenti con gara da parte delle amministrazioni territoriali e locali (Leggi Tutto).

Realizzazione infrastrutture
L’impulso all’economia passa anche attraverso la velocizzazione e semplificazione delle procedure per la realizzazione di opere pubbliche. Come già annunciato nei giorni scorsi si prevede il cambiamento delle regole del project financing per invogliare i privati ad investire in opere pubbliche.

Annunciati anche snellimenti per la realizzazione del piano carceri e l’introduzione del canone di disponibilità, con cui il privato che costruisce un’opera garantisce il servizio pubblico all'amministrazione che paga un canone.

Terre e rocce da scavo
Una delle bozze circolata all'indomani del Consiglio dei ministri, dedicava un intero paragrafo delcapitolo sulle infrastrutture all’impiego delle terre e rocce da scavo. Il testo considerava sottoprodotti i materiali da scavo provenienti dalle gallerie anche se contaminate o mischiate, durante il ciclo produttivo da acqua, residui di varia natura, quali calcestruzzo, bentonite, PVC o vetroresina derivanti da tecniche e materiali usati nell’escavazione. Devono però essere sempre rispettate le caratteristiche ambientali del sito di destinazione, come stabilito dal Codice Ambiente, D.lgs. 152/2006.

Ricordiamo che prima delle dimissioni del passato Governo, l’allora Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo aveva varato un decreto che aveva suscitato qualche preoccupazione e sul quale il Consiglio di Stato ha successivamente chiesto chiarimenti (Leggi Tutto).

Il paragrafo è stato però cancellato dalla versione aggiornata. Ma potrebbe ricomparire durante l'iter di conversione del decreto.

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