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LAVORI PUBBLICI

Appalti, l’Authority spiega come ridurre i costi

di Paola Mammarella

Più competitività con la banca dati nazionale dei contratti pubblici e lo sportello unico delle SA

Vedi Aggiornamento del 08/10/2012
18/01/2012 – Ridurre i costi degli appalti a carico di stazioni appaltanti e imprese per favorire la crescita e la competitività. È l’obiettivo dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, che giovedì scorso ha adottato un atto di segnalazione con una serie di suggerimenti a Governo e Parlamento.
 
Secondo l’Authority è necessaria una riqualificazione generale perché la spesa pubblica diventi veicolo di sviluppo, qualità e innovazione.
 
Per liberare risorse e favorire la competitività delle imprese devono quindi essere tagliati i costi amministrativi legati alla partecipazione e gestione delle procedure di gara.
 
Da un’analisi condotta da Autorità, Ministero dell’Innovazione e Ministero delle Infrastrutture, emergono costi superiori a 1 miliardo di euro a carico delle piccole e medie imprese, che in media partecipano a ventisette gare all’anno.
 
La pesantezza degli oneri per ogni gara è dovuta a procedure poco spedite, che prevedono relazioni, controlli, compilazione di moduli e comunicazioni. In generale le imprese lamentano impossibilità di trasmissione telematica dei documenti, carenza di modulistica standardizzata, difficoltà ad accedere ai documenti on line.
 
A detta dell’Authority la soluzione dovrebbe passare attraverso un ripensamento del sistema di raccolta dei documenti, da basare su una Banca dati nazionale dei contratti pubblici, che consentirebbe la verifica delle informazioni in tempo reale. Con conseguente semplificazione dell’iter di gara, riduzione delle interazioni tra amministrazioni e costi inferiori.
 
Per l’Autorità, le sanzioni dovrebbero essere graduate in base alla gravità delle violazioni. Il sistema della qualificazione delle imprese potrebbe inoltre evolversi per far acquisire alle aziende maggiori caratteristiche imprenditoriali. A tal proposito l’Authority ha ipotizzato di aggiungere ai requisiti già richiesti, una serie di criteri reputazionali valutati con un sistema che prevede l’esercizio del diritto al contraddittorio.
 
Tra le proposte dell’Autorità di Vigilanza spicca infine l’istituzione di uno sportello unico delle stazioni appaltanti. In grado di creare un patrimonio conoscitivo della committenza pubblica.
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Altri commenti
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francesco iannaccone

In questo modo raggiungiamo diversi risultati utili. 1) I lavoratori hanno di che vivere e lo Stato risparmia sulla disoccupazione; 2) I lavori vengono eseguiti per bene e in tempo utile, quindi altro vantaggio per la P.A; 3) L'impresa guadagna il giusto compenso e può pagare le tasse senza se e senza ma; 4) Si mette un serio freno alla corruzione nella P.A., dove spesso impiegati e dirigenti corrotti vivono alle spalle e sulle difficoltà delle imprese oneste che pur di sopravvivere sono costrette a praticare ribassi esorbitanti; 5) Diventeremo in breve tempo un paese serio e credibile e potremmo attrarre investitori stranieri. Confido molto in questo attuale governo, è composto da persone serie e competenti e se non ci riescono questi ministri che non hanno interessi elettorali, temo che non ci sarà in futuro un'altra occasione.

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francesco iannaccone

Finalmente qualche buona notizia!! L'importante però è sbrigarsi, perchè tra un pò crolla tutto. Se ill posto delle inutili e costose Province fosse sostituito dalle S.A sempre a livello provinciale (collegate tra loro a livello nazionale) che si occupassero di preparare e aggiudicare tutti gli appalti indetti in provincia con protocolli unici e documentazione standard per via telematica, saremmo sulla buona strada. L'ideale sarebbe far partecipare 15-20 imprese per volta che ne facciano richiesta, scegliendole a rotazione tra quelle che stanno non hanno commesse e si trovano con i dipendenti in cassa integrazione oppure in fase di licenziamento. Bisognerebbe togliere dall'importo iniziale dell'appalto un 5% e affidare i lavori tramite sorteggio. Se l'impresa è inadempiente, bisogna radiarla dall'Albo e interdire i responsabili dell'azienda per almeno 10 -20 anni.