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NORMATIVA

Fotovoltaico, stop agli incentivi agli impianti in aree agricole

di Rossella Calabrese
Commenti 15062

La norma è nel DL liberalizzazioni. Salvi gli impianti già autorizzati o con istanza già presentata

Vedi Aggiornamento del 02/04/2013
Commenti 15062
24/01/2012 - A partire da oggi, gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole non possono più accedere agli incentivi statali previsti dal Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011).
 
Lo prevede l’articolo 65 del decreto-legge sulle liberalizzazioni approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi.
 
L’esclusione dagli incentivi non vale per gli impianti che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del decreto o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro la stessa data, a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto.
 
Inoltre, l’articolo 65 prevede che agli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di serre (così come definite dall’art. 20, comma 5, del DM 6 agosto 2010) si applica la tariffa prevista per gli ‘impianti fotovoltaici realizzati su edifici’.

Al fine di garantire la coltivazione sottostante (le serre) a seguito dell’intervento, questi impianti devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e la superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50%.
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Altri commenti
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Alfonso Fama'

Non capisco tanto accanimento verso i terreni agricoli. La superficie da utilizzare per gli impianti fotovoltaici era già stata portata al 10% con decreto 28 del marzo 2011 e poteva bastare così! Se una modifica poteva essere fatta me la sarei aspettata in altri termini: avrei tolto il 10 % di terreno ed avrei inserito il 5% di superficie di pannelli, in modo che i pannelli potevano anche essere distribuiti in modo diluito consentendo la piena coltivazione. Mi ricordo un’azienda (Sandrini Group sito http://www.sandrinispa.it/scheda.asp?idprod=115&idpadrerif=94) a Expo Milano degli inizi del 2011 che aveva proposto un ottimo prodotto per l’agricoltura che aveva chiamato “Pane ed Energia”; era un sistema di pannelli molto diluito e su strutture alte sino a 5 metri che consentiva persino la raccolta delle acque piovane e l’innaffiatura ed ovviamente la coltivazione completa del terreno sottostante; ci avevo fatto un pensiero ma dopo l’uscita del decreto 28 quel prodotto non era più ricercato (la Sandrini Group avrà realizzato qualche impianto prima del decreto 28). Quello che occorre fare non è togliere la possibilità all’agricoltura di produrre energia dal sole con il fotovoltaico ma è quello di limitare il consumo di superficie coltivabile: il decreto 28 del 2011 ci aveva provato con il 10%, e poteva andare bene ma sarebbe stato meglio se si fosse parlato di superficie di pannelli, il decreto 1 del 2012 cancella tale possibilità e mi pare completamente fuori luogo. Anche i sistemi ad inseguimento su un asse come quello a concentrazione (prodotto dalla Convert o dalla IdeeSostenibili di Guardamiglio-Lodi) ad altezza di 2 metri dal suolo consentono la piena coltivazione del terreno; non si dimentichi l’utilizzo del terreno come pascolo la cui presenza dei pannelli non toglie la possibilità di pascolare.

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Alfonso Fama'

Concordo pienamente con Lorenzo Niero ed aggiungo: l’agricoltura è già in ginocchio in quanto i prodotti vengono acquistati presso il contadino, da parte del COMMERCIO, a prezzi ridicoli che non ripagano l’impegno in manodopera per la sola raccolta; ho visto in Sicilia interi aranceti abbandonati in quanto raccogliere le arance costa di più che venderle. Ci sono molti terreni che non rendono nulla, se il prezzo del prodotto pagato al contadino non è congruo, e non si capisce perché debba essere impedito al contadino di produrre energia con il sole. Per l’agricoltura la produzione di energia dal sole è come risollevarsi da tanto malessere. Sono stato produttore di mandorle con un terreno di 5 ettari; le mandorle me li compravano a 0,50 Euro al kg, quando ai supermercati si trovano a 8,00 euro al kg. Ho dovuto vendere il terreno. Togliamo pure gli impianti fotovoltaici dai terreni agricoli ma parimenti occorre dare più valore al prodotto proveniente dalla terra senza per questo che il prezzo finale aumenti. Il kg di mandorle che si trova sul mercato a 8,00 euro se venisse pagato al contadino 1,50-2,00 euro andrei a fare il contadino. Viceversa se mi viene consentito di realizzare un impianto par produrre energia dal sole allora potrei anche regalare il prodotto proveniente dall’agricoltura. Con quel terreno da 5 ettari, negli anni cinquanta, mio papà ci campava la famiglia per un anno ora non si ci prende neanche lo stipendio di un operaio di un mese. E’ veramente troppo triste tutto questo accanimento.


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