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Decreto Requisiti Tecnici, posa in opera esclusa dai massimali di costo
NORMATIVA Decreto Requisiti Tecnici, posa in opera esclusa dai massimali di costo
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Rinnovabili, fissato il contributo regionale agli obiettivi 20 20 20

di Paola Mammarella

Secondo il decreto sul burden sharing, target definiti in base a consumi e potenziale tecnico

Vedi Aggiornamento del 30/06/2016
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26/01/2012 – Fissati gli obiettivi delle regioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La bozza di decreto sul burden sharing delinea uno scenario in cui ogni ente locale dovrà apportare il proprio contributo al raggiungimento del target del 20-20-20.
 
Il contesto normativo
Ricordiamo infatti che il Decreto Legislativo 28/2011 ha previsto un DM del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, da emanare di intesa con la Conferenza Stato Regioni per definire gli obiettivi regionali in attuazione della Finanziaria 2008.
 
Il D.lgs 28/2011 è stato a sua volta varato per attuare la Direttiva europea 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.
 
Il compito delle Regioni
Secondo gli obiettivi europei del 20-20-20, entro il 2020 in Italia il 17% del totale di energia dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. Ad ogni Regione viene quindi assegnata una soglia obbligatoria per contribuire al raggiungimento dello scopo.
 
L’obiettivo più consistente spetta alla Basilicata, che dall’attuale 7,9% di energia prodotta da rinnovabili, dovrà passare al 33% entro il 2020.
 
In termini assoluti, l’apporto maggiore sarà dato da Valle d’Aosta con il 52%, dalle Province di Trento e Bolzano con 36,5% e 35,5% e dal Molise, che contribuirà con il 35%.
 
Lo sforzo minore spetterà invece a Valle d’Aosta, che dovrà incrementare la sua produzione solo dell’1%, e alla Provincia di Bolzano, che rispetto agli obiettivi prefissati, parte dal 32,4% sulla produzione totale.
 
Gli obiettivi sono stati quantificati in base ai consumi e al potenziale tecnico-economico presente in ogni realtà locale.
 
Sanzioni e mancato raggiungimento degli obiettivi
La bozza di decreto ministeriale prevede che entro il 2012 siano sviluppate metodologie per il monitoraggio e la contabilizzazione annuale degli obiettivi.
 
La prima verifica, prevista per il 2014, rivelerà gli eventuali scostamenti dagli obiettivi. Nel caso in cui questi siano superiori al 30%, sarà attivato un meccanismo per capire se l’inadempimento è dovuto ad inadeguatezza e inefficacia delle misure o se, al contrario, è necessaria una revisione degli obiettivi da parte del ministero dello Sviluppo Economico.
 
Il mancato raggiungimento degli obiettivi apre un contraddittorio con la Regione inadempiente. Il presidente del Consiglio dei Ministri concede un periodo di sei mesi per provvedere. Trascorso inutilmente il tempo a disposizione, scatta il potere sostitutivo del Governo, che può decidere di nominare un commissario ad acta.

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