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NORMATIVA

Società tra professionisti, gli Ordini chiedono modifiche

di Rossella Calabrese
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Architetti: no alla partecipazione maggioritaria dei soci non professionisti. Ingegneri: tetto del 30%

Vedi Aggiornamento del 26/03/2012
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31/01/2012 - Recepite, per il momento, le novità introdotte dal decreto liberalizzazioni, relative a tariffe, pattuizione del compenso e tirocinio (leggi tutto), i professionisti tornano alla carica contro una misura che proprio non condividono: le Società tra professionisti, introdotte dalla Legge di Stabilità 2012.
 
L’articolo 10 della Legge di Stabilità (Legge 183/2011), ricordiamo, prevede la possibilità di costituire Società tra professionisti, cioè società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile. I soci non professionisti possono avere una partecipazione anche maggioritaria nella Società e partecipare alle attività riservate e agli organi di amministrazione della società.


Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori chiede che “in fase di conversione del DL sulle liberalizzazioni si corregga la norma sulle società professionali che è stata snaturata togliendo ogni limite alla presenza e ai poteri esercitati dai soci terzi di capitale, contraddicendo la logica della istituzione di una peculiare forma di società quale è, appunto, quella dedicata ai professionisti”.
 
“È irragionevole ed errato - secondo gli architetti - consentire al socio non professionista di possederne la maggioranza, poiché le società tra professionisti devono - come indica la stessa Riforma delle Professioni - garantire autonomia professionale e tecnica”. E aggiungono che “l’Unione Europea ha chiesto al nostro Paese di modernizzare la professione attraverso la creazione di Società tra professionisti, senza in alcun modo riferirsi alle Società con soci di capitale di maggioranza, che costituirebbero un’anomalia tutta italiana”.
 
Il Cnappc chiede anche la possibilità di costituire reti Interprofessionali, sulla falsariga delle reti di impresa, poiché rappresentano un modello assai più moderno e adatto, rispetto alle tipologie delle società, alla specificità del lavoro degli architetti e alla realtà professionale italiana ed europea.
 
Contro le Società tra professionisti, come disciplinate dalla Legge di Stabilità, si è già espresso  anche il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, affermando che “non si possono appaltare agli industriali i servizi intellettuali come quelli dell’ingegneria”. “L’art. 10 della Legge 183/2011 va rivisto: siamo possibilisti sull’ingresso di soggetti terzi nel capitale delle società, ma solo per quote di minoranza” (leggi tutto). E infatti il CNI non chiede che il capitale dei soci non professionisti sia limitato al 30% del totale.
 
Dal Cni anche la richiesta di consentire la detraibilità ai fini fiscali del premio assicurativo e di introdurre agevolazioni per i giovani, con premi ridotti per i primi anni di attività.
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