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AMBIENTE Efficienza energetica, assegnati ai Comuni oltre 522 milioni di euro per il 2020
NORMATIVA

Terre e rocce da scavo di gallerie, rimandate le novità

di Paola Mammarella

L'ultima versione di Dl liberalizzazioni rimanda la regolamentazione della materia a un Dm da approvare entro marzo

Vedi Aggiornamento del 24/04/2012
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25/01/2012 – Dietrofront del Governo su terre e rocce da scavo. Secondo la versione di decreto sulle liberalizzazioni, circolata prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dovevano essere considerati sottoprodotti e non rifiuti le terre e rocce da scavo provenienti da gallerie durante l’esecuzione dei lavori. Tutta la disciplina sui materiali escavati viene ora rimandata all'emanazione di un decreto da parte del Ministero dell'Ambiente.
 
Ma vediamo cosa si era deciso durante il Consiglio dei Ministri:
Vengono considerati sottoprodotti anche le terre e rocce da scavo che durante il ciclo produttivo vengono contaminate o mischiate da acqua, materiali, sostanze e residui di varia natura, come calcestruzzo, bentonite, pvc, vetroresina. Questi elementi possono derivare dalle tecniche o dai materiali utilizzati per l’escavazione. Si tratta di tecniche tradizionali o meccanizzate, perforazione, prerivestimento, rivestimento e consolidamento dello scavo.
 
Per poter rientrare nella categoria dei sottoprodotti, i materiali escavati devono essere impiegati senza nessuna trasformazione, ma secondo la normale pratica industriale, che comprende selezione granulometrica, riduzione volumetrica, stabilizzazione a calce o a cemento, essiccamento, biodegradazione naturale degli additivi condizionanti.
 
Il reimpiego delle terre e rocce escavate può avvenire nello stesso processo di produzione o in uno successivo. Le modalità della ricollocazione devono essere previste dal progetto di utilizzo, approvato dalle autorità competenti anche a fini ambientali e urbanistici. È inoltre necessario il rispetto delle caratteristiche ambientali del sito di destinazione.

Per capire come si evolverà la materia delle terre e rocce da scavo bisognerà attendere il 24 marzo. Il decreto liberalizzazioni, entrato in vigore il 24 gennaio, concede infatti al Ministero 60 giorni di tempo per l'approvazione di un regolamento specifico.

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