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PROFESSIONE

Architetti Roma: ‘‘il diritto all’Architettura è un diritto di tutti’’

di Rossella Calabrese

In un appello l’Ordine degli architetti capitolini chiede di poter tornare a ‘‘fare architettura’’

Vedi Aggiornamento del 23/01/2012
12/01/2012 - Un appello ai politici, agli esponenti della cultura italiana e all’opinione pubblica per riaffermare il valore della cultura architettonica.
 
Lo ha lanciato ieri l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma dalle pagine del Corriere della Sera affinché “in un momento così complesso per il nostro Paese e in un’ansia di rinnovamento che sembra travolgere tutto, non si perda di vista il senso vero delle battaglie che questo Ordine ha sempre condotto in nome della tutela dei cittadini e del diritto della comunità ai valori della cultura architettonica”.
 
Partendo dal dibattito sulle liberalizzazioni sviluppatosi in queste settimane, l’Ordine di Roma sostiene che il problema degli architetti italiani non sono gli Ordini o la difesa di presunti meccanismi protezionistici, ma la difficoltà di ricreare le condizioni per fare Architettura, a garanzia di tutti i cittadini.
 
In Italia - si legge nell’appello - l’Architettura è relegata ad un ruolo marginale nelle dinamiche sociali, culturali, politiche ed economiche del Paese. È spesso considerata disbrigo di una pratica burocratica o mera consulenza tecnica, anziché il pensiero che sottende alla costruzione delle cose e la pianificazione graduale del volto che assume il mondo in cui viviamo.
 
Gli architetti vogliono quindi tornare a “fare architettura”, perché tanti professionisti possano insieme ricominciare a immaginare e realizzare città, piazze, giardini, uffici, scuole, mercati e case in cui sia piacevole vivere, luoghi, in cui l’abitare sia sicuro.
 
E ribadiscono che il loro obiettivo non è difendere i privilegi di categoria ma scrivere nuove regole che individuino il senso profondo della professione di Architetto, i meccanismi di accesso alla professione e i codici del lavoro. Non vogliono difendere gli Ordini professionali così come sono, né sottrarsi alle regole, alle verifiche, alla prova delle competenze, al rispetto di codici e deontologia.
 
Hanno invece la consapevolezza che chi ha il compito di progettare le trasformazioni fisiche del territorio è depositario di una forte responsabilità etica nei confronti della società, e chiedono quindi che l’Architetto torni ad essere riconosciuto dalla società come colui che immagina, progetta, interpreta, il mondo che è e che sarà.
 
“Il diritto all’Architettura è un diritto di tutti” è la sintesi dell’appello, che si può sottoscrivere alla pagina www.architettiroma.it/dirittoallarchitettura/.
 
© Riproduzione riservata

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