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PROFESSIONE

Ministro della Giustizia Severino: con gli Ordini incontro costruttivo

di Rossella Calabrese
Commenti 7753

Ribadita la negoziazione libera delle parcelle, ipotesi di tariffe di riferimento per le liquidazioni giudiziali del compenso

Vedi Aggiornamento del 26/04/2012
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17/01/2012 - “È stato un incontro costruttivo durante il quale sono state discusse diverse proposte, in linea con il percorso tracciato dalla Manovra di agosto, che ha fissato i principi di riforma e liberalizzazione delle professioni regolamentate”.
 
Questo il primo commento del Guardasigilli Paola Severino, al termine dell’incontro svoltosi ieri sera con i rappresentanti dei 20 Ordini professionali vigilati dal Ministero della Giustizia.
 
“Ho riscontrato un atteggiamento propositivo da parte della quasi totalità dei partecipanti - ha dichiarato il Ministro. Le misure che saranno adottate con il prossimo decreto legge saranno in linea con la Manovra di agosto e con la Legge di Stabilità. In questa cornice, sarà ulteriormente chiarito che la negoziazione dei compensi è libera, essendo già stata a sua tempo prevista l’abrogazione delle tariffe”.

Nel corso dell’incontro - si legge nel comunicato diffuso dal Ministero - sono state prese in esame anche le altre proposte di cui si è discusso nei giorni scorsi, tra cui la possibilità di svolgere il tirocinio in parte durante i corsi universitari, su cui è stata riscontrata una disponibilità a discutere i temi, non chiudendo all’ipotesi di una loro disciplina già nell’ambito del prossimo decreto. Quanto al tema delle tariffe, il Ministero fa sapere che verrà presa in esame la questione delle liquidazioni giudiziali del compenso per le quali occorrerà individuare parametri di riferimento.

Nel ribadire che “non è all’esame alcun provvedimento di abolizione degli Ordini, né degli esami di Stato”, il Ministro ha sottolineato: “la nostra riforma mira ad una migliore qualificazione dei professionisti. Vogliamo la liberalizzazione delle professioni ma vogliamo professionisti di qualità”.

“Ho fortemente voluto questo incontro per ribadire che il confronto con gli Ordini su cui vigila il Ministero della Giustizia sarà alla base dei lavori per l’attuazione della riforma delle professioni” ha concluso il Ministro, sollecitando gli stessi Ordini a portare proposte costruttive e aperte al dialogo, in considerazione del fatto che occorre contemperare diversi interessi: quello di una giustizia efficiente, della tutela degli utenti e della qualità delle prestazioni professionali.


I COMMENTI DEGLI ORDINI
“L’affermazione più importante registrata nel corso dell’incontro è che nessuno vuole l’abolizione degli Ordini - ha affermato Vittorio D’Oriano, vice presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi - dei quali il Ministro ha riconosciuto l’importanza e l’alta valenza sociale e pubblica. Il Consiglio Nazionale Geologi - ha concluso d’Oriano - ha espresso il proprio apprezzamento sia in merito a quanto dichiarato dal Ministro sia in relazione al modo diretto con il quale ha voluto interloquire con i rappresentanti degli Ordini e confida che da ieri si sia effettivamente dato avvio ad un percorso virtuoso scevro da pregiudizi e posizioni ideologiche che pure hanno condizionato il dibattito negli ultimi mesi”.

Per il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano, occorre procedere rapidamente con le liberalizzazioni, per garantire il rilancio e lo sviluppo del Paese. Il CNI spinge per la riforma delle professioni, con la maggior concertazione  possibile, ma con uno sguardo attento alle Società di capitali su cui gli ingegneri esprimono, ancora una volta, forti dubbi, in particolare sull’opportunità di affidare anche a terzi non professionisti la maggioranza del capitale (leggi tutto). Un aspetto su cui il Governo ieri ha manifestato apertura comprendendo le perplessità e i pericoli paventati dagli Ingegneri. “Nel corso del colloquio col Ministro - ha riportato Zambrano - è emersa la possibilità di prevedere che le quote maggioritarie delle società di professionisti vengano affidate proprio agli stessi professionisti; si è anche ventilata l’ipotesi di creare società nella forma cooperativa, per garantire una partecipazione minoritaria dei soci non operativi”.
 
Sulle tariffe, invece, duro attacco degli ingegneri: vietare anche tariffe ‘di riferimento’, ovviamente derogabili e non obbligatorie, aprirebbe uno scenario di grande incertezza per l’utente. Ma anche nel caso delle opere pubbliche. “Troviamo assurdo - ha precisato Zambrano - questa presa di posizione che sembra rispondere più ad una questione di formale rigore che di effettiva concretezza”. Anche se una buona notizia c’è: verrà presa in esame la questione delle liquidazioni giudiziali del compenso per le quali occorrerà individuare parametri di riferimento. Sul fronte dei tirocini formativi sembra esserci più chiarezza: verrebbero realizzati, in parte, nel corso degli studi universitari. Decisione che trova il consenso degli ingegneri che avanzano, però, una sollecitazione: rivedere l’ordinamento che oggi prevede un ciclo di studi basato sul 3+2, anche per garantire la possibilità del tirocinio nell’ultimo periodo del corso di laurea. Con un obiettivo: garantire la massima qualità della formazione.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Enrico

Antonio sono perfettamente daccordo con te!

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Antonio

(Presidente di uno degli Ordini ) -"L'abbiamo scampata........ come Ordini non ci eliminano così possiamo continuare a farci i nostri comodi". (Presidente di un altro Ordine) - " ma non è che i nostri iscritti se la prendono un pò perchè non li abbiamo difesi bene". (Presidente di uno degli Ordini ) - " mò stiamo a guardare il capello... quelli si devono allineare e pagare ... adesso diamo voce pure alle pulci". L'unica cosa che dovevano fare con la liberalizzazione era l'abrogazione degli Ordini ed'è l'unica cosa che non si tocchera anche perchè ai Presidenti degli Ordini e ai loro amici figura se gli interessa dei minimi ... in fondo c'è la merotocrazia (politica).


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