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Venezia: Accordo per il Megastore Benetton con vista su Rialto
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Venezia: Accordo per il Megastore Benetton con vista su Rialto

di Mauro Lazzarotto
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Rem Koolhaas guiderà la trasformazione del più incredibile ufficio postale d'Italia

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14/02/2012 – Raggiunta l'intesa fra il Comune e il gruppo trevigiano per il progetto del nuovo Megastore Benetton, firmato OMA Rem Koolhaas, che andrà a occupare l'attuale palazzo delle poste su Canal Grande, proprio di fronte al ponte di Rialto.

Costruito nel Cinquecento, il palazzo, chiamato Fondaco dei Tedeschi, era nato per accogliere i mercanti che commerciavano con la Serenissima e attualmente ospitava l'ufficio postale più incredibile (e per certi versi improbabile) d'Italia. Il suo gigantesco cortile coperto rappresentava un'eccezione sorprendente nel dedalo di calli e campielli della città e ancora più sorprendente era che quello spazio accogliesse una funzione pubblica, per altro ampiamente sovradimensionata.

Il Fondaco è stato acquistato dal gruppo Benetton nel 2008 per 53 milioni, per trasformarlo in un "megastore di forte impatto simbolico". Il progetto prevede l'inserimento nella corte di contestatissime scale mobili, una nuova terrazza panoramica “a vasca", il rifacimento del lucernario per ricavare un altro piano e la demolizione di parti del ballatoio. A dire il vero la prospettiva scelta per il rendering della terrazza, che ha fatto il giro della reta e anche noi abbiamo usato come copertina, è ingannevole.

Il progetto, che inevitabilmente divide Venezia fra indignati e infuriati, da angolazioni diverse appare molto meno invasivo e partorito da una mente assai più lucida. L'uso commerciale dell'edificio di per sé non è incongruo con la sua originaria destinazione d'uso ne con la vocazione, passata e presente, della Città.

Questo luogo tuttavia, come lo conosciamo oggi, mancherà ai tanti turisti che vi si sono ritrovati in coda, perplessi non solo per le lungaggini delle nostre poste. E ancor di più mancherà ai veneziani che vi andavano a prendere la posta cercando di “parcheggiare” la propria barca in qualche canale laterale e mancherà soprattutto a chi vedeva in questo "relitto" di spazio pubblico un'oasi di pace nella città più intensamente sfruttata del mondo.

Un aneddoto, che difficilmente salirà agli onori delle cronache, può servire a spiegare l'eccezione che questo luogo rappresentava. Nel mezzanino era aperto un bar, il bar dei postini, dove con due euro era possibile comprare un panino e con 70 centesimi si poteva bere un caffè, anche seduti, a pochi metri da Rialto. Un buon pretesto forse, visto il giorno, per una gita romantica a Venezia o per un addio a un suo angolo meno conosciuto.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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ilMa

"L'uso commerciale dell'edificio di per sé non è incongruo con la sua originaria destinazione d'uso ne con la vocazione, passata e presente, della Città" perchè la Città non ha un passato commerciale? Rialto stesso non era forse un mercato?


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