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NORMATIVA

Applicazione Imu, si delinea lo scenario della riforma fiscale

di Paola Mammarella

Esenzione per le scuole della Chiesa che svolgono attività non commerciale, attesa ora la revisione delle rendite catastali

Vedi Aggiornamento del 21/03/2012
28/02/2012 – Si delinea lo scenario delle novità fiscali. Intervenendo in Commissione Industria del Senato, durante la discussione sul Decreto Liberalizzazioni, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha chiarito che l’Imu non si applica alle scuole della Chiesa che svolgono la propria attività secondo modalità completamente e propriamente non commerciali.
 
Secondo una circolare del 2009 del Ministero delle Finanze, citata da agenzie e fonti di stampa, per sfuggire all’applicazione dell’Imu gli istituti scolastici devono essere paritari e aperti a tutti. È inoltre necessario che chiudano il bilancio annuale senza guadagni o che eventuali avanzi di gestione siano reinvestiti totalmente nell'attività didattica.
 
Il riferimento alla circolare potrebbe dare una soluzione ai dubbi, circolati ieri, su come individuare la proporzione di attività non commerciale all’interno dell’edificio appartenente all’ente no profit, che avevano spinto alcuni a ritenere necessaria una autodichiarazione da parte del proprietario dell’immobile.
 
Ma la discussione sull’Imu non può prescindere dalla riforma catastale, che richiede tempi più lunghi e sarà inserita nell’agenda del Governo delle prossime settimane.
 
Se da una parte il Decreto Fiscale ha chiarito le modalità di imposizione sugli immobili all’estero e spiegato quando si ha diritto alla detrazione sulla prima casa (leggi tutto), ora si attende l’allineamento delle rendite catastali ai valori di mercato, passando dal criterio dei vani a quello dei metri quadri per la valutazione del valore dell’immobile.
 
Nei giorni scorsi, per la revisione delle rendite catastali è stato ipotizzato il ricorso ad un algoritmo, che dovrebbe consentire l'adeguamento evitando di aumentare troppo il carico fiscale della tassazione.
 
Si tratta di un sistema matematico pensato per ricondurre il valore fiscale a quello di mercato redistribuendo i carichi tributari. I risultati dovrebbero poi intrecciarsi con i valori di mercato individuati dall’Agenzia del Territorio. Procedure che, per essere precise, potrebbero richiedere ancora tempo.

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