Carrello 0
PROFESSIONE

Professioni, corsa a ostacoli per il decreto liberalizzazioni

di Rossella Calabrese
Commenti 10689

Tra le ipotesi: mantenere le tariffe per altri 4 o 5 mesi

Vedi Aggiornamento del 19/03/2012
Commenti 10689
24/02/2012 - Ritmi di lavoro serratissimi per la Commissione Industria del Senato, impegnata in questi giorni nell’esame dei numerosi emendamenti al Decreto Liberalizzazioni (DL 1/2012).
 
Tra i temi al centro del braccio di ferro tra Governo e categorie c’è l’articolo 9 sulle professioni, che prevede l’abrogazione delle tariffe minime, l’obbligo di pattuizione del compenso e la possibilità di svolgere il tirocinio durante gli studi (leggi tutto).
 
L’articolo 9 del decreto, ricordiamo:
- abroga le tariffe delle professioni regolamentate e prevede che, nei casi di liquidazione giudiziale, il compenso del professionista sia determinato in base a parametri che saranno stabiliti con decreto del Ministero della Giustizia;
 
- prevede che il compenso per le prestazioni professionali sia pattuito per iscritto al momento del conferimento dell’incarico e che il professionista comunichi al cliente la misura del compenso, fornendo, al cliente che lo richieda, un preventivo scritto;

- consente che il tirocinio, della durata massima di 18 mesi, possa essere svolto, per i primi 6 mesi, all’Università o presso pubbliche amministrazioni, dopo la laurea, e cancella la norma, introdotta con la Legge 148/2011, che prevedeva un compenso per i tirocinanti.

I relatori del ddl di conversione, Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl), hanno incontrato ieri il Governo per cercare di trovare una sintesi tra il testo proposto dall’Esecutivo e le richieste dei professionisti. Dopo aver sconvocato la riunione prevista per ieri sera alle 21.00 e quella di stamattina, la Commissione Industria del Senato tornerà a riunirsi oggi alle 14.30.
 
Le ipotesi sul tappeto sono diverse: un’ipotesi di compromesso, riportata dalla Reuters, potrebbe essere quella di mantenere le tariffe per altri quattro o cinque mesi, in attesa che il Ministero della Giustizia riveda la disciplina individuando ‘parametri ottimali’ di retribuzione.

Inoltre, il Governo sarebbe disponibile a rivedere la norma che punisce come illecito disciplinare l’inosservanza degli obblighi relativi alla pattuizione del compenso e al preventivo scritto.

 
Altro fronte di scontro è quello delle Società tra professionisti (introdotte dalla Legge di Stabilità 2012 - 183/2011). Da mesi i professionisti chiedono di mettere un tetto all’apporto di capitale di soci non professionisti, non consentendo che questi ultimi detengano la maggioranza, e di attribuire la governance delle Società stesse esclusivamente ai soci professionisti. Il Governo sembrerebbe  propenso ad accogliere queste richieste.
 
Anche tra le forze politiche si registrano malumori e dissensi: il PD assicura che voterà il provvedimento ma auspica qualche sforzo in più su un alcuni temi, tra cui le professioni. Nettamente contrari sono invece Idv e Lega che ieri hanno protestato in Aula al Senato per il continuo stop-and-go dei lavori sul decreto e per le pressioni delle lobby, che starebbero ottenendo modifiche al testo.
 
Il Premier Mario Monti difende l’operato dell’Esecutivo, sostenendo che il provvedimento sulle liberalizzazioni serve a “liberare il nostro potenziale” e a favorire crescita e occupazione. “Non tutte le modifiche sono arretramento - ha aggiunto -, anzi alcune sono un miglioramento e le accoglieremo, altre no”.
 
Il disegno di legge di conversione del DL Liberalizzazioni andrà in Aula mercoledì prossimo; non si esclude la presentazione di un maxiemendamento del Governo e la richiesta del voto di fiducia.


È intanto confermato per il 1° marzo il Professional Day, un’iniziativa pubblica di mobilitazione dei professionisti, che si terrà a Roma e in collegamento audio/video con tutte le province e le sedi locali. Una giornata - spiegano i promotori - che sancirà l’unione di tutti i professionisti impegnati a far conoscere ai cittadini il ruolo fondamentale che questi svolgono nel servizio al Paese (leggi tutto).

L’Italia deve “ridurre le barriere legislative alla concorrenza” in diversi settori, tra cui le professioni. Lo dice oggi l’OCSE nel suo Rapporto annuale sulla crescita. L’orientamento dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico era stato anticipato dal suo segretario generale, Angel Gurria, durante la sua visita a Roma all’inizio di febbraio (leggi tutto).

  
Segui l’evoluzione delle norme per le liberalizzazioni su Facebook e su Twitter
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
Giacomo - architetto

Non riesco a capire l'utilità nell'abolizione delle tariffe. I minimi tariffari erano già stati aboliti nel 2006 con il decreto Bersani, quindi la liberalizzazione già esiste da anni, i professionisti possono proporre lo sconto che vogliono (non so i notai...) ma almeno il riferimento di cosa sconto e delle prestazioni proposte si ritrovano nelle tariffe minime. Infatti ora si vede che la difficoltà nell'abolizione delle tariffe (che sono come i listini di categoria) si ritrova già in caso di liquidazione giudiziale. A quali prestazioni/prezzi si devono riferire i giudici? Facciamoli stabilire da un'apposita commissione ministeriale, sì dai, così passano anni, si spendono soldi e si arriverà ad una reintroduzione di tariffe a cui sarà stato cambiato il nome.... Così come le pratiche edilizie introdotte con la "semplificazione" ... non hanno semplificato nulla, neppure il nome..

thumb profile
Antonio

Non ti preoccupare Danilo che il tuo stipendio non lo toccano.

thumb profile
Danilo

Parlamento e lobby sedicenti professionali insieme hanno fatto un bel circo di pagliacci.


x Sondaggi Edilportale
Manovra 2020, Decreto Clima, Bonus casa. Quali sono le misure più urgenti? Partecipa