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AMBIENTE

Fotovoltaico a terra, il Veneto fissa le aree non idonee

di Paola Mammarella
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Assessore ai lavori pubblici e all’energia Giorgetti: tutela ambientale di pari passo al burden sharing

Vedi Aggiornamento del 10/02/2015
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14/03/2012 – Il Veneto definisce le aree non idonee all’istallazione di impianti fotovoltaici con moduli a terra. Secondo l’assessore regionale ai lavori pubblici e all’energia, Massimo Giorgetti, il provvedimento, che ora dovrà essere sottoposto al vaglio del Consiglio Regionale, cerca di dare agli operatori un quadro normativo certo.
 
Lo strumento normativo con il quale devono essere definite le aree e i siti non idonei all’installazione degli impianti, specifica Giorgetti, è infatti il Piano Energetico Regionale, la cui approvazione è di competenza del Consiglio regionale.
 
Obiettivo della Regione è rendere il più agevole, snello e veloce l’iter di autorizzazione per la costruzione e all’esercizio degli impianti da fonti rinnovabili, nel pieno rispetto degli strumenti di pianificazione ambientale, territoriale e paesaggistica.
 
A tal proposito, in base alla tipologia e alle caratteristiche dell’impianto da installare, vengono considerate non idonee le aree particolarmente vulnerabili alle trasformazioni, come le aree di pregio ambientale e storico-artistico, da tutelare per la loro peculiarità in tema di tradizioni agroalimentari locali, biodiversità e paesaggio rurale.
 
Rientrano in questa categoria i siti inseriti nella lista mondiale dell’Unesco, le zone umide di importanza internazionale designate ai sensi della Convenzione di Ramsar, la Rete Natura 2000, i territori inseriti nell’elenco delle aree naturali protette, le aree agricole interessate da produzioni agroalimentari di qualità e quelle elevata utilizzazione agricola, individuate dal PTRC.
 
Oltre a queste considerazioni, la realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli a terra deve essere conforme agli atti di pianificazione territoriale vigente e agli strumenti di tutela e di gestione previsti dalle specifiche normative di settore.
 
Gli impianti fino a 6 kW rientrano nell’autoconsumo e sono quindi esclusi da questa disciplina. Allo stesso tempo, per garantire la corretta pianificazione delle trasformazioni è prevista l’istituzione di uno specifico Registro regionale delle superfici interessate alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici.
 
L’assessore Giorgetti ha chiarito inoltre che le politiche di salvaguardia del territorio vanno di pari passo con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili che, ai sensi della quota di burden sharing assegnata alla Regione, è pari al 10,3% del totale nazionale. Ricordiamo infatti che in base alle norme comunitarie, entro il 2020 in Italia il 17% del consumo energetico lordo dovrà provenire da fonti rinnovabili.
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