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Una discarica abusiva tramutata in parco spirituale

di Valentina Ieva

Marco Casagrande e Sami Rintala ricorrono alla metafora delle rovine industriali

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28/03/2012 - Un tempio post industriale contaminato di spiritualità è il risultato della collaborazione tra Marco Casagrande e Sami Rintala, che hanno realizzato Potemkin, un parco per la meditazione a Nakasato su commissione dell' Echigo-Tsumari Art Triennial nel 2003.

Il parco è stato pensato dai progettisti come espressione del legame tra modernità e naturalità: Potemkin nasce da un accumulo di rovine industriali situato tra antiche coltivazioni di riso ed un fiume, in direzione assiale di un tempio scintoista.

Realizzato nello spazio di una discarica abusiva, il progetto del parco giapponese è stato disegnato in loco ed in scala reale, concepito sul sito completamente innevato e poi realizzato a neve disciolta.

L’opera si articola in una sorta di collage di rifiuti industriali e materiale da riciclo lì dove i ruderi evocano metaforicamente l’artificialità del postmoderno inserita nel paesaggio naturale.

A partire dagli ingressi al parco l’installazione di pareti in acciaio è concepita con altezza crescente al digradare del terreno: i pannelli in acciaio corten, incorniciati da uno scenario di alberi da quercia, grazie a variazioni di altezza che vanno da pochi centimetri fino a 5 metri, originano una successione di spazi outdoor e indoor.

Questo tempio d’acciaio che sembra rinascere dalla discarica risulta strettamente connesso con il tempio scintoista, ubicato al di là delle risaie, per raffigurarne l’estensione spirituale e spaziale del percorso meditativo per la comunità e per i visitatori.

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