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LAVORI PUBBLICI

Appalti semplificazioni in vista col pacchetto di direttive Ue

di Paola Mammarella

Snellimento delle procedure e quadro normativo certo tra gli obiettivi all’esame della Camera

Vedi Aggiornamento del 11/12/2013
23/03/2012 – Novità in arrivo per gli appalti. La Camera ha avviato la discussione sul pacchetto di direttive europee che dovrebbe riordinare la materia, riducendo le distinzioni tra settori speciali e classici.
 
Per l’elaborazione delle nuove misure, la Commissione europea ha tenuto conto dei risultati di due consultazioni pubbliche svolte nel 2011 sulla modernizzazione della politica dell’UE in materia di appalti pubblici e l’estensione degli appalti elettronici.
 
Le nuove norme sono volte a modificare e sostituire le direttive direttiva 2004/17/CE (appalti nel settore dell’acqua, dell’energia, dei servizi di trasporto e dei servizi postali) e direttiva 2004/18/CE (appalti pubblici di lavori, forniture e servizi), per avvicinare i settori speciali e classici, ma anche per semplificare e chiarire il campo di applicazione, le procedure, il valore delle soglie, la selezione dei candidati, la produzione dei documenti e il contrasto alla corruzione.
 
Per creare un vero e proprio mercato europeo degli appalti, sono stati proposti appalti elettronici, attenuazione della distinzione tra selezione dei candidati e assegnazione del contratto di appalto, migliore accesso delle PMI mediante la riduzione degli oneri e la suddivisione degli appalti in lotti, la previsione di un regime speciale per i servizi sociali, il calcolo del costo del ciclo di vita dei prodotti o dei servizi oggetto dell’appalto ai fini della sua aggiudicazione, le modifiche in corso di esecuzione, una maggiore attenzione ai vincoli sociali ed ambientali e la creazione di un organo nazionale che vigili sull’applicazione della normativa.
 
La Commissione Europea mira a fornire un quadro giuridico certo nel settore delle procedure di aggiudicazione delle concessioni, eliminando gli ostacoli che impediscono agli operatori economici di accedere ai mercati delle concessioni e sconsigliano amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori a ricorrere a tali strumenti per perseguire i propri fini.
 
Secondo la Commissione, gli ostacoli all'accesso al mercato delle concessioni sono dovuti alle significative differenze tra le varie discipline nazionali, con particolare riferimento alle norme procedurali, ai requisiti di pubblicità e trasparenza, e ai criteri di selezione e di aggiudicazione.
La frammentazione giuridica sarebbe inoltre aggravata da altre pratiche, come l'affidamento diretto e l'applicazione di criteri ritenuti non oggettivi. Elementi che per la Commissione producono condizioni di disparità per gli operatori economici.
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