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NORMATIVA

Imu, contribuenti alle prese con i dubbi sui pagamenti

di Paola Mammarella
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Previsti rincari e meno agevolazioni rispetto al regime Ici, le Entrate spiegano il meccanismo della nuova legge

Vedi Aggiornamento del 07/05/2012
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20/03/2012 – Cittadini alle prese con la nuova Imu. I contribuenti, che tra poco dovranno pagare l’imposta municipale sugli immobili, prevista dal federalismo fiscale e anticipata dalla Manovra Salva Italia, cercano di capire a quanto ammonteranno gli esborsi e come classificare gli immobili di loro proprietà.
 
Nei giorni scorsi gli esperti del Fisco, interpellati da un contribuente, hanno chiarito cosa si intende per pertinenza dell’abitazione principale ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata.
 
Facendo riferimento al testo della legge che ha convertito la Manovra, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che costituiscono pertinenza dell’abitazione principale solo ed esclusivamente le opere classificate nelle categorie catastali C/2, cioè magazzini e locali di deposito, C/6, quindi stalle, scuderie, rimesse e autorimesse senza scopo di lucro, e C/7, ossia tettoie chiuse o aperte.  
 
Le Entrate hanno inoltre affermato che, ai fini del pagamento dell’Imu, può essere considerata pertinenza solo una unità immobiliare per ciascuna categoria. Ciò significa che, anche se in Catasto più immobili della stessa categoria sono iscritti unitamente all’unità abitativa, solo una sarà classificata come pertinenza e potrà beneficiare dell’aliquota ridotta al 4 per mille.
 
La spiegazione del Fisco ha fatto seguito alla richiesta di chiarimento di un cittadino, intenzionato a capire se una stanza che un tempo era casa popolare, con categoria catastale A/4 e ora senza servizi igienici, potesse essere considerata come pertinenza di un appartamento.
 
Il chiarimento delle Entrate si pone sulla stessa lunghezza d’onda degli obiettivi della Manovra Salva Italia, cioè ottenere maggiori entrate e far abbassare il debito pubblico. Per questo, come emerso in precedenza, rispetto al regime Ici dovrebbero venir meno una serie di agevolazioni
 
Nonostante durante l’approvazione del Decreto sulle semplificazioni la Camera abbia approvato degli ordini del giorno che impegnano il Governo a ridurre le aliquote per gli edifici rurali e gli immobili di interesse artistico, al momento la palla è in mano ai Comuni, che ai sensi della legge in vigore hanno un margine di manovra sia in merito alle prime case che alle altre tipologie di immobili.
 
Secondo il Decreto Liberalizzazioni, ad esempio, i Comuni possono deliberare l’esenzione o la riduzione dell’aliquota sugli immobili invenduti, appartenenti al magazzino delle imprese di costruzione.
 
L’unico ostacolo sta nel fatto che le eventuali agevolazioni decise dagli enti locali peserebbero esclusivamente sulle casse comunali.
Dato che i proventi derivanti dall’imposta sulla prima casa spettano per intero ai Comuni, mentre vanno divisi con lo Stato quelli su seconde case e altre tipologie di edifici, è facile capire che agli enti locali la riduzione dell’imposta potrebbe non convenire. 

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