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NORMATIVA

Sanatoria catastale, operative le semplificazioni

di Paola Mammarella
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Ok ai codici tributo per il pagamento delle somme dovute dopo l’applicazione della rendita presunta

Vedi Aggiornamento del 20/03/2013
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01/03/2012 – Sono operative le semplificazioni per la regolarizzazione catastale. L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione19/E/2012, rende noti i codici tributo per il pagamento delle somme dovute dopo l’attribuzione della rendita presunta sugli “immobili fantasma”.
 
La risoluzione segue il provvedimento congiunto, adottato da Fisco e Agenzia del Territorio, che ha esteso le modalità di versamento unitario F24 al pagamento dei tributi speciali catastali, ma anche ad interessi, sanzioni e oneri accessori dovuti al mancato rispetto della normativa catastale e all’attribuzione d’ufficio della rendita presunta ai sensi del Dl 78/2010, contenente disposizioni per l’emersione dei fabbricati sconosciuti al Catasto.
 
Per consentire i versamenti, sono stati quindi introdotti i seguenti codici tributo:
T001 tributi speciali catastali – rendita presunta,
T002 sanzione per mancato adempimento catastale – rendita presunta,
T003 interessi – rendita presunta,
T004 oneri accessori connessi alla determinazione della rendita presunta.
 
Come spiegato nel provvedimento congiunto, il versamento unificato mira a raggiungere una maggiore efficienza nella gestione del sistema tributario, segnando un ulteriore passo nel senso della semplificazione degli adempimenti fiscali.
 
Ricordiamo che la sanatoria catastale prevede l’emersione di tutte quelle costruzioni interamente sconosciute al Catasto o nelle quali sono stati realizzati interventi non dichiarati. Si tratta di circa 2 milioni di immobili, portati alla luce dalle rilevazioni dei tecnici dell’Agenzia del Territorio.
 
Come già precisato dai responsabili dell’Agenzia, la sanatoria catastale differisce totalmente dal condono. Al Territorio compete infatti la regolarizzazione catastale e fiscale ma non quella edilizia, che rientra invece nel raggio d’azione dei Comuni.
 
L’Agenzia del Territorio, infatti, non è in grado di sapere se l’immobile non accatastato sia anche privo dei permessi urbanistici. I Comuni, invece, disponendo delle informazioni su tutte le particelle catastali e sui permessi, possono intraprendere azioni contro le irregolarità urbanistico-edilizie.
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