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NORMATIVA

Semplificazioni, lamentato il rischio di sanatorie edilizie

di Paola Mammarella
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Legambiente: pericolo di depotenziamento delle misure a carico di chi commette abusi in aree di particolare interesse pubblico

Vedi Aggiornamento del 16/04/2012
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27/03/2012 – Sì alle semplificazioni, facendo però attenzione a non alleggerire le pene a carico di chi commette abusi edilizi. È il monito di Legambiente, che ha analizzato i contenuti del Decreto Semplificazioni.
 
L’associazione ambientalista ha posto l’accento sull’articolo 44 comma 2 del decreto, che integra l’articolo 181 del D.lgs 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, proponendo una sanatoria degli abusi commessi nelle aree tutelate perché riconosciute di particolare pregio.
 
La disposizione non è ancora in vigore dal momento che il disegno di legge per la conversione del DL liberalizzazioni deve ancora ottenere il via libero definitivo del Parlamento. Il testo, che l’8 marzo scorso ha ottenuto l’ok della Camera, deve infatti ancora essere confermato dal Senato.
 
Secondo il Codice Ambientale, la realizzazione di un’opera in assenza dell’autorizzazione o in difformità da essa ha valenza penale ed è punita con la reclusione fino a due anni e con il pagamento di un’ammenda che sfiora i 52 mila euro.
 
Nel caso in cui gli interventi vengano effettuati in aree che prima dell’inizio dei lavori sono state dichiarate di notevole interesse pubblico, il Codice ambientale prevede che la pena della reclusione possa aumentare fino a 4 anni.
 
Il decreto semplificazioni allenta e alleggerisce questa previsione. Se da una parte stabilisce che restano ferme le sanzioni amministrative e pecuniarie, dall’altra introduce nei casi in cui vengono meno le sanzioni penali.
 
Nel caso in cui l’autorità competente accerti la compatibilità paesaggistica, quindi, la reclusione da uno a quattro anni per gli interventi nelle aree di particolare interesse pubblico non si applica se il lavoro non ha comportato un incremento volumetrico maggiore del 30%, se la difformità riguarda i materiali usati e se gli interventi possono configurarsi come manutenzione ordinaria o straordinaria ai senti del Testo unico dell’edilizia, Dpr 380/2001.
 
A detta di Legambiente, la norma contenuta nel decreto sulle semplificazioni potrebbe spianare la strada a una serie di sanatorie, che potrebbe mettere a repentaglio il patrimonio paesaggistico e culturale.
 
Per ulteriori sviluppi si dovrà ora attendere l’esito dell’esame in Parlamento per la conversione in legge.
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