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NORMATIVA

Terre e rocce da scavo, i materiali da riporto non sono rifiuti

di Paola Mammarella

La disciplina transitoria vale fino all’entrata in vigore del DM previsto dal dl liberalizzazioni

Vedi Aggiornamento del 18/09/2015
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19/03/2012 – Ok della Camera al Decreto Ambientale, che passa ora all’esame del Senato. Tra le novità approvate, spicca la disciplina provvisoria per l’utilizzo delle terre e rocce da scavo.
 
Fino all’entrata in vigore del decreto ministeriale previsto dal Decreto sulle liberalizzazioni, i materiali da riporto eventualmente presenti nel suolo non sono considerati rifiuti, ma sottoprodotti e possono quindi essere riutilizzati.
Ricordiamo infatti che la prima versione del Dl liberalizzazioni prevedeva delle regole per differenziare i rifiuti dai materiali escavati da poter riutilizzare. In un secondo momento la regolamentazione della materia è stata stralciata e rimandata ad un Dm successivo. Per cercare di mettere ordine nel panorama normativo è quindi intervenuta la norma transitoria del Dl Ambiente.
 
Il riutilizzo deciso dal Decreto Ambientale non è automatico, ma è necessario che siano rispettati i requisiti contenuti nell’articolo 184-bis del D. lgs. 152/2006.
 
Perché sia consentito il riutilizzo, quindi, il sottoprodotto deve essere originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, utilizzato direttamente, senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione.
L’uso del materiale escavato non deve inoltre comportare impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.
 
Durante la discussione del testo, la Camera ha anche approvato una serie di ordini del giorno, in base ai quali il Governo si è impegnato a istituire un tavolo interministeriale per la definizione di una disciplina organica in grado di fungere da riferimento normativo per associazioni di categoria ed operatori del settore.
 
L’Esecutivo ha anche garantito controlli sul divieto di riutilizzo dei materiali contaminati. Ha inoltre assicurato che stabilirà, con atti successivi, le condizioni per il riutilizzo dei materiali escavati durante i lavori di manutenzione e prevenzione dal rischio idraulico.
 
I contenuti devono ora essere confermati dal passaggio in Senato. È attesa infatti entro la prossima settimana la conversione in legge del Decreto Ambientale, la cui scadenza è fissata al 25 marzo.
 


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