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PROFESSIONE

Professioni, deputati scettici sulle misure di liberalizzazione

di Rossella Calabrese
Commenti 7480

I membri della Commissione Giustizia della Camera contrari all’abrogazione delle tariffe e al preventivo di massima

Vedi Aggiornamento del 26/03/2012
Commenti 7480
14/03/2012 - È tutta in salita la strada verso l’approvazione delle norme che riguardano i professionisti, contenute negli articoli 9 e 9-bis del ddl di conversione del DL 1/2012 sulle liberalizzazioni. Il testo, approvato dal Senato il 1° marzo scorso (leggi tutto), ha iniziato il suo iter alla Camera.
 
In Commissione Giustizia, già nella seduta preliminare del 6 marzo, finalizzata semplicemente ad organizzare i lavori, il deputato PdL Maurizio Paniz ha preannunciato “forti conflittualità ed una decisa opposizione” sulle disposizioni in materia di professioni.
 
Nella successiva discussione del 7 marzo, il relatore Roberto Cassinelli (PdL) ha illustrato il contenuto dell’articolo 9 del decreto e, in particolare l’abrogazione delle tariffe e la disciplina del tirocinio, ricordando che le professioni sono state oggetto di alcuni recenti interventi legislativi: il DL 223/2006 (decreto Bersani) e il DL 138/2011, da ultimo modificato dalla Legge di stabilità 2012. Secondo Cassinelli “queste modifiche normative meriterebbero di essere soppresse”.
 
Abrogazione tariffe professioniali
Sul comma 1 dell’articolo 9 che abroga le tariffe, il relatore Cassinelli ha espresso la propria contrarietà: il sistema delle tariffe - ha spiegato - è servito per parametrare i compensi dei professionisti anche a tutela del cliente, il quale, senza tale parametro, rischia di rimanere alla mercé del professionista.
 
“Netto dissenso” è stato espresso anche da Manlio Contento (PdL), non solo sul contenuto delle norme, ma anche sul metodo seguito: il Governo non terrebbe in considerazione il fatto che il Parlamento era già investito di alcuni progetti di riforma. Sulle tariffe, Contento ha segnalato il contrasto tra la loro abolizione e la previsione di introdurre dei parametri per la determinazione delle stesse in caso di controversia.
 
Anche il PD, con il deputato Mario Cavallaro, è scettico sulle norme in materia di professioni: le tariffe - ha detto Cavallaro - sono “pur sempre un utile, talvolta indispensabile, parametro di riferimento per la formazione del contratto e quindi per il mercato in generale”.
 
Preventivo di massima
Anche sul preventivo, il relatore Cassinelli non è d’accordo: chi ha scritto la norma non avrebbe esperienza in ambito professionale e la stesura di un preventivo che preveda le spese relative all’incarico professionale sarebbe del tutto impraticabile nei fatti.
 
Per Contento, la norma è “inapplicabile” perchè, nei casi in cui la durata dell’incarico non dipenda solo dall’attività del professionista, ma anche da quella di terzi (uffici pubblici o magistrati), “ogni valutazione non potrebbe che essere azzardata, sia perché tale prassi rischia di favorire ipotesi di concorrenza sleale basata su preventivi che, proprio perché tali, vengono ‘contenuti’ in fase iniziale e ‘dilatati’ al momento della parcella”.
 
Cavallaro condivide i rilievi di chi evidenzia le difficoltà per i professionisti di redigere il preventivo, ma ritiene che non si possa neanche essere del tutto generici sull’indicazione delle spese che il cliente dovrà affrontare.
 
Società tra Professionisti
Il deputato Contento ha precisato che le StP dovrebbero essere costituite esclusivamente da professionisti, anche allo scopo di tutelare le prerogative degli stessi e a tutela del cliente, come nel caso del segreto.
 
Secondo Cavallaro, si dovrebbero stabilire dei modelli generali in via legislativa, lasciando alle singole categorie la possibilità di scegliere modelli che prevedano o meno la presenza di soci di capitali, in base alle peculiarità della specifica professione.
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Altri commenti
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Antonio

Può darsi che mi sbaglio ma mi sembra che in germania ci siano le tariffe professionali caro Livio!!!! Sai i tedeschi, quelli che ci hanno ordinato di liberalizzare altrimenti ci schiacciavano. Vai a fare demagogia da qualche altra parte.

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Antonio

Per livio: in relazione al tuo ragionamento del c..o tutto ciò che è minoranza in Italia non va considerato ... bravo sei proprio una bella sagoma!!!!!

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Giandomenico

Con l'introduzione di professioni protette lo Stato ha "monopolizzato" per legge alcuni servizi, per garantire il cittadino nei confronti di questo monopolio ha istituito delle "tariffe" cui il cittadino può fare riferimento, salvo pattuizioni diverse. L'errore che noi ingg & arch abbiamo fatto è che in seguito al decreto Bersani abbiamo praticato sconti paurosi alla Pubblica amministrazione, mentre avremmo dovuto fare cartello ed eliminare anche lo sconto base del 20% precedentemente e comunemente accettato. Invece con il nostro comportamento siamo considerati "ladri" (prima), "morti di fame" (ora).

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Antonio

Io capisco che bisogna tutelare il cliente debba essere tutelato ,in fondo siamo tutti clienti di qualcuno, ma non capisco per quale motivo non dobbiamo essere tutelati noi professionisti che (il caso mio ) non sempre siamo figli di altri professionisti come vorrebbero far credere (le lobby!!!!!). Penso che pure noi professionisti dovremmo eseer tutelati dal momento che, forse nessuno ne è a conoscenza, non abbiamo ammortizzatori sociali e ne altre forme di tutela. Giusto per chiarire una cosa , lo sapete quato si prendono alcuni tecnici per una certificazione energetica ? 80 euro ..ma stiamo scherzando!!!!!

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Danilo

...ognuno per conto proprio...


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