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LAVORI PUBBLICI

Appalti, in 17 comuni della Puglia stretta sulle soglie europee

di Paola Mammarella

Certificato antimafia per gare sopra i 250 mila euro, accordo con Università, Iacp e Prefettura

Vedi Aggiornamento del 01/01/2014
27/04/2012 – Stretta della Puglia sui certificati antimafia negli appalti pubblici. La scorsa settimana diciassette comuni della provincia di Bari, Università, Iacp e Prefettura hanno siglato un accordo in base al quale tutte le imprese che parteciperanno a bandi per lavori pubblici di importo superiore ai 250 mila euro e per forniture e servizi di importo superiore ai 50 mila euro dovranno presentare la dichiarazione antimafia.
 
L’intesa costituisce una deroga alle norme europee, che fissano a 5 milioni di euro la soglia oltre la quale è obbligatoria la presentazione del certificato antimafia.
 
L’accordo prevede inoltre l’esclusione delle imprese che in sede di gara non forniranno tutta la documentazione richiesta.
 
Come emerso dalle dichiarazioni degli interessati, sarà dedicata particolare attenzione ai servizi che riguardano il trasporto di materiali in discarica, lo smaltimento dei rifiuti, le acquisizioni dei materiali da cava, la fornitura di calcestruzzo, ferro o bitume, l’autotrasporto e la guardiania dei cantieri.
 
Sono inoltre previsti controlli sulla tracciabilità dei flussi finanziari, ma anche l’estensione del sistema al settore privato.
 
Secondo il Prefetto Mario Tafaro, l’obiettivo è quello di prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata. I dati delle città dove sono già state stipulate intese analoghe, cioè Brindisi, Lecce, Ascoli Piceno e Vibi Valentia, iniziano infatti a mostrare i primi risultati.
 
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