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Delega fiscale: riforma del catasto e novità per i professionisti

di Paola Mammarella

Metri quadri per definire il valore degli immobili e deducibilità delle somme reinvestite per la crescita degli studi

Vedi Aggiornamento del 19/03/2014
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17/04/2012 – Metri quadri per la definizione del valore degli immobili e incentivi ai professionisti che reinvestono gli utili per la crescita dello studio professionale. Sono i cardini del ddl delega fiscale discusso ieri in Consiglio dei Ministri.
 
RIFORMA DEL CATASTO
Entro 9 mesi dall’entrata in vigore della legge delega, è demandata al Governo l’adozione di uno o più decreti legislativi per la riforma del catasto fabbricati. La revisione mira a creare maggiore equità, allineando le rendite catastali ai valori di mercato. Per evitare un aggravio del carico fiscale, è prevista anche la contestuale riduzione delle aliquote.
 
Ai sensi dei futuri decreti, a ogni unità immobiliare deve essere attribuito il valore patrimoniale e la rendita secondo un approccio basato sulla collaborazione con i Comuni, nel cui territorio sono collocati gli immobili, e sulla definizione degli ambiti territoriali del mercato immobiliare di riferimento.
 
L’attribuzione del valore patrimoniale e della rendita deve riferirsi ai rispettivi valori medi ordinari espressi dal mercato nel triennio antecedente l’anno di entrata in vigore del decreto legislativo. È inoltre necessario rideterminare le definizioni delle destinazioni d’uso catastali ordinarie e speciali, tenendo conto delle mutate condizioni economiche e sociali e delle conseguenti diverse utilizzazioni degli immobili.
 
Il valore patrimoniale medio ordinario è stabilito secondo paramenti determinati. Per le unità immobiliari a destinazione catastale ordinaria, il processo estimativo usa il metro quadrato come unità di consistenza, specificando i criteri di calcolo della superficie dell’unità immobiliare. Si prevede poi l’uso di funzioni statiche per esprimere la relazione tra il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale.
Per le unità immobiliari a destinazione catastale speciale, sono previsti procedimenti di stima diretta, con l’applicazione di metodi standardizzati e di parametri di consistenza specifici per ciascuna destinazione catastale speciale. Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento ai valori di mercato, si userà il criterio del costo per gli immobili a carattere prevalentemente strumentale, e il criterio reddituale per gli immobili per i quali la redditività costituisce l’aspetto prevalente.
 
La rendita media ordinaria viene determinata con un processo estimativo basato su funzioni statistiche idonee ad esprimere la relazione tra i redditi da locazione medi, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale. Nel caso in cui non ci sia un consolidato mercato delle locazioni, la rendita è determinata applicando ai valori patrimoniali dei saggi di redditività desumibili dal mercato dei tre anni precedenti all’entrata in vigore del decreto legislativo.
 
I decreti legislativi emanati dal Governo dovranno inoltre procedere ad un generale riordino normativo sulla materia catastale.
 
PROFESSIONISTI E IMPRESE
Il ddl prevede che il Governo emani uno o più decreti legislativi per assoggettare ad un’imposta unica i redditi da lavoro autonomo, esercitato dal professionista, anche in forma associata, e da impresa commerciale.
 
Dalla base imponibile alla quale si applica la nuova imposta unica, sono dedotte le somme prelevate dal professionista, dall’imprenditore o dai soci. Queste somme concorrono a formare reddito imponibile ai fini Irpef.
 
La disposizione mira molto probabilmente ad incentivare i professionisti e gli imprenditori a reinvestire nello studio o nell’impresa gli utili derivanti dall’attività professionale o imprenditoriale, in modo da favorire la crescita. Gli utili lasciati nella disponibilità dello studio potrebbero infatti essere tassati meno di quanto acadrebbe se fossero assorbiti nel patrimonio personale del professionista o ripartiti tra il professionista e i suoi eventuali soci (Leggi Tutto).


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