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NORMATIVA

Imu, studi professionali a rischio aumento per 949 euro all'anno

di Paola Mammarella
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Atteso un aggravio di 1500 euro per le imprese, da Cgia Mestre uno studio sull’impatto della nuova imposta su vari settori di attività

Vedi Aggiornamento del 16/03/2018
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03/04/2012 – Con la nuova Imu gli studi professionali rischiano un aumento delle tasse pari a 949 euro annui. È emerso da uno studio della Cgia di Mestre, che ha effettuato una simulazione sull’impatto che l’imposta avrà sulle realtà professionali e imprenditoriali.
Ma la nuova imposta sugli immobili preoccupa anche la consulta nazionale dei Caf, alle prese con scadenze e assenza di riferimenti sulle aliquote da applicare.
 
Gli aumenti previsti da Cgia Mestre
Lo studio di Cgia Mestre, Associazioni artigiani piccole imprese, è partito dall’ipotesi che a studi professionali, imprese e negozi commerciali venga applicata l’aliquota base del 7,6 per mille prevista dalla manovra Salva Italia. I valori sono stati poi confrontati con l’aliquota media Ici del 6,4 per mille applicata dai Comuni nel 2009.
 
Le proiezioni hanno tenuto conto anche della rivalutazione dei coefficienti moltiplicatori applicati alle rendite catastali che, ai sensi della Manovra Salva Italia, sono passati da 34 a 55 per i negozi e le botteghe, da 50 a 80 per gli uffici e gli studi privati, da 100 a 140 per i laboratori artigianali e da 50 a 60 per i capannoni industriali e gli alberghi.
 
Prendendo in considerazione solo gli immobili produttivi di proprietà delle aziende e degli studi professionali, si può quindi stimare un aumento complessivo della tassazione pari a 1,57 miliardi di euro così distribuito: 262 milioni di euro per i liberi professionisti, pari a 949 euro per uno; 219,5 milioni di euro per i negozianti, cioè 569 euro a testa; 1,09 miliardi di euro tra gli industriali e gli artigiani, con un aggravio di 1.566 euro per ogni imprenditore.
 
Secondo il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, i dati ricavati confermano le preoccupazioni dei professionisti e delle imprese sull’impatto che la nuova imposta avrà sulla loro attività. Per questo, a suo parere, come sta accadendo per le attività agricole, ci sarebbe la necessità di rivedere l’impatto economico dell’imposta anche negli altri settori produttivi.
 
Lamentata poca chiarezza, i Caf per la proroga dei termini
L’impatto della nuova Imu preoccupa anche la consulta nazionale dei Caf, che per la scarsa chiarezza sulle aliquote ha chiesto il rinvio della scadenza del 16 giungo per il pagamento della prima rata.
 
Per il presidente del Consorzio Caf Cgil, Mauro Soldini, si potrebbe prendere come riferimento l'aliquota base nazionale e far versare il 50% di questa aliquota come acconto sull'Imu. In caso contrario si potrebbe anche far slittare il termine per il pagamento.
 
In una lettera inviata al ministero dell'Economia e Finanze, al sottosegretario Vieri Ceriani e al presidente dell'Anci, Graziano Delrio, la consulta ha infatti sottolineato che “mentre in Parlamento si discute di continue modifiche in materia”, cresce lo stato di incertezza tra i cittadini, che il 16 giugno dovranno versare l'acconto Imu senza aliquote certe di riferimento.
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