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NORMATIVA

Piano Casa Lombardia, in vigore le modifiche

di Paola Mammarella

Recepite le norme del Dl Sviluppo sulla riqualificazione, incentivi alla rimozione dell’amianto e all’efficienza

Vedi Aggiornamento del 28/05/2013
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04/04/2012 – È in vigore il nuovo Piano Casa della Lombardia, che proroga al 31 dicembre 2013 gli interventi di ampliamento e sostituzione edilizia e modifica la Legge regionale 12/2005 sul governo del territorio. 
 
La nuova legge regionale recepisce le disposizioni del Decreto Sviluppo 70/2011 sulla riqualificazione delle aree degradate, che viene regolata dai Comuni in sede di pianificazione territoriale.
 
Gli interventi di recupero edilizio e funzionale sono consentiti previa presentazione della Dia, denuncia di inizio attività, o richiesta del permesso di costruire, su edifici ultimati entro il 18 luglio 2009 o assentiti prima del 13 giugno 1980 se ubicati nelle aree destinate all’agri­coltura.
 
É rico­nosciuta una volumetria aggiuntiva premiale del 5 per cento rispetto a quella preesistente nel caso di interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica, con la possibilità di modifiche alla sagoma per l’armonizzazione architettonica con gli organismi edilizi preesistenti. I Comuni possono inoltre riconoscere fino a 100 metri cubi di volumetria aggiuntiva per l’adeguamento degli alloggi utilizzati da portatori di handicap.
 
Entro il 30 settembre 2012 i Comuni possono individua­re, tra le aree a de­stinazione produttiva secondaria, degli ambiti in cui sia consentito l’ampliamento del 10 per cento della superficie lorda di pavi­mento esistente di edifici produttivi. Gli ampliamenti devono essere funzionali all’attività svolta ed è quindi necessario che gli immobili appartengano ad imprese attive.
 
Nei Comuni ad alta tensione abitativa possono essere autorizzate le trasformazioni in abitazioni degli edifici direzionali e alberghieri.
 
Gli interventi di sostituzione edilizia che assicurano una copertura del fabbisogno energetico superiore di almeno il 50 per cento della soglia minima (che consiste nella copertura attraverso finti rinnovabili del 20 per cento del fabbisogno energetico necessario per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento) possono derogare fino a venti centimetri alle distanze minime di protezione del nastro stradale, alle distanze dai confini di proprietà e alle distanze minime tra fabbricati.
 
Per le esigenze di edilizia residenziale sociale, la nuova norma consente ampliamenti fino al 40 per cento degli edifici pubblici e fino al 20 per cento per gli altri immobili. In questo caso, il termine è prorogato al 31 dicembre 2014. Le volumetrie in incremento possono es­sere cedute in tutto o in parte ad altri operatori o trasferite su altre aree di proprietà pubblica o privata, con esclusione di quelle destinate all’agri­coltura o non soggette a trasformazione urbanistica.
 
La nuova norma prevede inoltre il recupero delle aree non residenziali dismesse per prevenire il consumo di suolo. Il comune, dopo l’approvazione del PGT, può invitare la proprietà dell’area a presentare una proposta di riutilizzo con possibilità di incrementare fino al 20 per cento la vo­lumetria o la superficie ammessa.
 
Il nuovo Piano Casa modifica anche la norma sul recupero dei sottotetti, con la possibilità di aprire finestre e lucernari, ma anche di modificare le altezze di colmo e di gronda e le linee di pendenza delle falde  per rispettare i requisiti di abitabilità.
 
La rimozione e lo smaltimento delle coperture in amianto è incentivata con la modifica delle falde fino ad una penden­za massima del 40 per cento, anche in deroga ai limiti di edificabilità e di altezza massima degli strumenti di pianificazione comunale.
 
Le domande vanno inoltrate entro il 31 dicembre 2013.

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