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RISPARMIO ENERGETICO

5° Conto Energia: le Associazioni chiedono aiuto alle Regioni

di Rossella Calabrese

Tra le priorità per lo sviluppo del fotovoltaico, tetto di spesa di 7 miliardi di euro e Registro solo per gli impianti oltre 200 KWp

Vedi Aggiornamento del 08/06/2012
27/04/2012 - Si appellano alle Regioni le Associazioni del settore rinnovabili, preoccupate per le conseguenze dell’emanazione del quinto Conto Energia per il fotovoltaico.
 
APER - Associazione Produttori Energia da Rinnovabili, ASSOSOLARE, IFI - Industrie Fotovoltaiche Italiane e AES - Azione Energia Solare hanno incontrato nei giorni scorsi gli organi tecnici della Conferenza delle Regioni, il cui parere sarà determinante per licenziare il Decreto sul quinto Conto Energia.
 
Le organizzazioni chiedono alle Regioni di intervenire sui contenuti del quinto Conto Energia, per ristabilire i criteri di sostenibilità del settore, salvaguardia degli investimenti in corso e promozione dell’industria e dell’occupazione.
 
Il fotovoltaico - spiega una nota congiunte delle associazioni - nell’arco di soli 5 anni ha creato oltre 120.000 posti di lavoro (diretti e indotti) e più di 1000 nuove imprese, ha generato un giro d’affari di oltre 15 miliardi di euro e un contributo fiscale annuo pari ad 1 miliardo di euro. A questi valori - prosegue il comunicato - si sommano i benefici legati alla produzione energetica da fonte fotovoltaica, che oramai ha raggiunto il 7% dei consumi nazionali, al consistente risparmio di Co2 emessa e alla bonifica dei tetti dall’amianto, a beneficio della salute pubblica e dell’ambiente.
 
Le Associazioni hanno quindi stilato una lista di 8 priorità:
 
1. mantenere il tetto di spesa a 7 miliardi di euro: il target d’incentivazione residua di 500 milioni di euro, previsto dall’attuale schema di decreto, non sarà in grado di far uscire le imprese dal sistema di supporto vigente, in vista del raggiungimento della grid parity;
 
2. limitare il nuovo meccanismo del Registro agli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 KWp, non appesantendo ulteriormente la burocrazia per gli operatori e gli utenti ma, in egual modo, contrastando fenomeni speculativi legati alla realizzazione di impianti di taglia superiore;
 
3. ripristinare il premio per l’utilizzo di componentistica Made in Europe, quello sullo smaltimento dell’amianto, quello sull'efficienza energetica e l’innovazione, volti a promuovere in modo virtuoso lo sviluppo della filiera produttiva nazionale ed europea, la salvaguardia ambientale e gli investimenti;
 
4. per l’entrata in vigore, prevedere un periodo transitorio di tre mesi dal raggiungimento dei 6 miliardi di euro, al fine di tutelare gli investimenti in corso;
 
5. evitare provvedimenti retroattivi sulle realizzazioni già effettuate, introducendo una “norma di salvaguardia” che garantisca la tariffa del quarto Conto Energia erogata per gennaio 2013, a condizione che tali impianti entrino in esercizio entro la data di entrata in vigore del quinto Conto Energia;
 
6. vista la drastica e repentina riduzione delle tariffe presenti nel quinto Conto Energia e la trasformazione delle stesse in omnicomprensive, prevedere una rivalutazione inflattiva sulla quota parte della tariffa omnicomprensiva, pari alla quota “energia”;
 
7. il quinto Conto Energia prevede che le tariffe incentivanti siano alternative al meccanismo dello scambio sul posto; si suggerisce di estendere la disciplina dello scambio sul posto agli impianti di potenza superiore a 200 kWp. Ciò aprirebbe la strada alle prime applicazioni del fotovoltaico in grid parity, senza incidenza di costo alcuno per la collettività;
 
8. introdurre un bonus fiscale sugli utili reinvestiti in impianti fotovoltaici con tecnologia italiana, cioè di un sistema che, tramite la detassazione dell’utile realizzato dai titolari di impianti ammessi ai Conti Energia precedenti, consenta a tali soggetti di “autofinanziare” la realizzazione di nuovi impianti, impiegando il risparmio d’imposta di cui essi beneficiano nell’ambito della realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, realizzati con componentistica e tecnologia nazionale.
 
Anche ANIE/GIFI, associazione che rappresenta circa 200 aziende operanti nella filiera, ha proposto al Governo e alle Regioni delle modifiche da apportare al quinto Conto Energia:
- innalzamento del budget indicativo di incentivazione a 7 miliardi di euro all’anno;
- entrata in vigore del il 1° settembre 2012;
- tutela degli investimenti già avviati;
- incentivazione a sostegno dell’industria nazionale. 
ANIE/GIFI ha prodotto un Dossier sui costi e benefici del fotovoltaico.
 

All’indomani della diffusione della bozza del quinto Conto Energia, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha chiesto al Ministro per lo sviluppo economico e le infrastrutture, Corrado Passera, e al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, di mantenere gli incentivi alle rinnovabili, adeguandoli al livello europeo. “Sarebbe disastroso tornare indietro - ha detto Rossi. Per questo chiediamo al Governo di essere coerente e di stabilizzare gli incentivi sul livello europeo”.
 
Alle Regioni si è rivolto anche Ermete Realacci, responsabile Green economy del Pd, evidenziando il rischio che “la drastica riduzione degli incentivi e il sovraccarico di passaggi burocratici rappresenti un grave ostacolo allo sviluppo delle imprese italiane di un settore che può contribuire molto al rilancio della nostra economia”.
 
Ma i paletti posti dal Governo sono chiari: semplificazione delle norme per accedere agli incentivi alle rinnovabili, ma senza ridurre le tutele ambientali e favorendo soluzioni innovative e sostenibili. “Se la semplificazione dovesse significare aumento delle superfici agricole destinate ai pannelli fotovoltaici” o “superamento dei vincoli ambientali o paesaggistici per l’inserimento di alcune forme di rinnovabili come l’eolico, in alcune zone di pregio” ha detto il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini “la risposta è no”. Se invece per semplificazione si intende accelerare al massimo e rendere facile l’utilizzazione integrata delle tecnologie per il solare fotovoltaico in edilizia o in attività industriali, per Clini “la risposta è sì”.
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Altri commenti
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ISA

ENEL HA PAGATO 40 MLN DI EURO ALLA SOCIETA' FRANCESE CHE DOVEVA PROGETTARE LE CENTRALI...ECCO PERCHè SEGANO GLI INCENTIVI ALLE RINNOVABILI E AUMENTANO IL COSTO DELLA BOLLETTA...NOTIZIA IN UN TRAFILETTO PICCOLO PICCOLO SUL MESSAGGERO DEL 27 APRILE...LEGGETE


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