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Dal Cnappc un Piano per la rigenerazione urbana sostenibile

Dal Cnappc un Piano per la rigenerazione urbana sostenibile

La proposta degli architetti per la ripresa economica e la riqualificazione delle città

Vedi Aggiornamento del 08/10/2013
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 08/10/2013
23/04/2012 - Politiche finalizzate a garantire la ripresa economica e a tutelare la qualità del proprio territorio e delle proprie città, nell'ottica di ricreare un habitat urbano che consenta alle nuove generazioni di vivere, lavorare e contribuire alla  crescita del Paese.
 
Sono queste le misure urgenti che l’Italia deve urgentemente intraprendere, secondo il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
“Per dare competitività e per attrarre gli investimenti, anche esteri, serve ridare efficienza, sicurezza e vivibilità alle cento città italiane che ospitano il 67% della popolazione italiana e che rappresentano il principale patrimonio culturale e produttivo del Paese - ha spiegato Leopoldo Freyrie, presidente del Cnappc -: lì si concentra l'80% del Pil oltreché - con i milioni di case frutto del risparmio dei cittadini degli italiani - la vera garanzia a fronte del debito pubblico”.

“La rigenerazione delle nostre città - ha aggiunto Freyrie - è l’obiettivo del programma RI.U.SO., iniziativa lanciata da Cnappc, Ance e Legambiente, per la riqualificazione del patrimonio immobiliare del nostro Paese, aperta alla collaborazione di tutta la filiera delle costruzioni, del mondo della ricerca, di Comuni e Regioni, così come della Cassa Depositi e Prestiti, dell’Agenzia del Demanio, delle Fondazioni Bancarie, della Banca Europea di Investimenti”.
 
La proposta è quella di attivare politiche ambientali, strumenti urbanistici e finanziari per realizzare un Piano Nazionale per la Rigenerazione Urbana Sostenibile, sul modello del Piano Energetico Nazionale, che abbia come obiettivi la messa in sicurezza, manutenzione e rigenerazione del patrimonio edilizio pubblico e privato; la drastica riduzione dei consumi energetici  ed idrici degli  edifici; la valorizzazione degli spazi pubblici,  la salvaguardia dei centri storici, la tutela del verde urbano; la razionalizzazione della mobilità urbana e del ciclo dei rifiuti e l’implementazione delle infrastrutture digitali innovative con la messa in rete delle città italiane.
 
I promotori indicano diverse strade per reperire le risorse: la messa a sistema dei finanziamenti dei programmi comunitari; il riequilibrio degli investimenti pubblici tra grandi infrastrutture e città; il risparmio derivante dalla messa in sicurezza di  edifici e abitati rispetto ai danni causati da terremoti ed eventi calamitosi derivanti dalla condizione idrogeologica; la razionalizzazione dei contributi e delle  incentivazioni pubbliche sull’energia; la messa a sistema degli investimenti privati pubblici per le manutenzioni ordinarie e straordinarie; la valorizzazione delle  dismissioni del patrimonio pubblico e la creazione di strumenti finanziari ad hoc che mettano a reddito il risparmio energetico, idrico, e la manutenzione, erogando adeguati bonus volumetrici a fronte di un impatto ambientale vicino allo zero e  alla adozione di innovazioni tecnologiche utili all'efficienza tecnologica e infrastrutturale delle città.
 
“Un provvedimento che, ad esempio, potrebbe essere adottato nell’immediato - sottolinea il presidente degli architetti italiani - può essere quello di destinare  una significativa porzione della Carbon tax, introdotta dall’articolo 15 della Delega Fiscale in corso di approvazione (leggi tutto), al programma di Ri.u.so. e, in particolare, a costituire l’elemento fondante il Piano Nazionale per la Rigenerazione Urbana Sostenibile”.


“Uno degli impegni  fondamentali di Confindustria nei prossimi quattro anni sarà quello di puntare al rilancio del settore delle costruzioni, principale motore per far partire la crescita, sia perché, tradizionalmente, esso da forte intensità di manodopera, sia perché si basa su un basso contenuto di importazioni”. Così Giorgio Squinzi, presidente designato di Confindustria, intervenendo al Forum "RI.U.SO., Casa e Città per disegnare un futuro possibile”. Squinzi  ha sottolineato che “iniziative rivolte in direzione dello sviluppo sostenibile sono fondamentali per far ripartire l'economia del Paese e, allo stesso tempo, il corretto utilizzo delle risorse disponibili è un dovere verso le prossime generazioni”.
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